Il Consiglio di Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana ha deciso che il Parlamento siciliano si costituirà parte civile nell’eventuale processo a carico del presidente Gaetano Galvagno (FdI), per il quale la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per peculato, truffa e corruzione. La decisione è stata presa a Palazzo dei Normanni, durante una riunione a cui ha partecipato lo stesso Galvagno. Quest’ultimo ha richiesto che la delibera fosse basata sui precedenti pareri dell’Avvocatura dello Stato, come nel caso dell’ex presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, accusato di peculato in un’altra inchiesta.
Alla riunione hanno partecipato nove membri su dieci del Consiglio di Presidenza, tra cui sei deputati della maggioranza di centrodestra, che Galvagno avrebbe sollecitato ad essere presenti per garantire il numero legale. Al momento della votazione, Galvagno ha lasciato la seduta, consegnando la presidenza al vicario Nuccio Di Paola (M5s). Su sette votanti, cinque hanno approvato la costituzione di parte civile, mentre due si sono astenuti, come nel caso Miccichè.
Il deputato Pd Nello Dipasquale ha sottolineato il rispetto dimostrato da Galvagno verso l’istituzione, nonostante fosse coinvolto nel processo, ma ha criticato l’atteggiamento del presidente della Regione, Renato Schifani, e del governo, che non si sono costituiti parte civile contro l’assessore regionale Elvira Amata (FdI), indagata per corruzione.























