La Cassazione ha annullato con rinvio la condanna inflitta a Lorena Lanceri, presunta vivandiera e amante di Matteo Messina Denaro. I dettagli.
In primo grado il Tribunale di Palermo ha condannato Lorena Lanceri, presunta vivandiera di Matteo Messina Denaro, per il reato di concorso esterno all’associazione mafiosa. In Appello invece è stata condannata per favoreggiamento aggravato e procurata inosservanza di pena. Adesso la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna invitando altra sezione della Corte d’Appello di Palermo a rivalutare la contestazione di concorso esterno alla mafia. Nel frattempo è stata confermata, ed è quindi definitiva, la condanna del marito della Lanceri, Emanuele Bonafede, per favoreggiamento aggravato.

Lei, la Lanceri, rifiuta di essere ritenuta una criminale, e prima della sentenza d’Appello lo ha ribadito e ha dichiarato ai giudici: “Quando l’ho conosciuto io sapevo che si chiamava Francesco Salsi, e così pure quando abbiamo cominciato ad avere una conoscenza intima. Poi, quando ho saputo chi era, nella mia mente comunque ho continuato a percepirlo come la persona che avevo incontrato. Lui mi aveva detto che era perseguitato dalla giustizia e io ci ho creduto. Per me era un periodo difficile sia con mio marito che in famiglia. Avevo problemi anche di autostima e non nego che gli ho voluto bene anche perché io vedo sempre il bene nelle persone. E poi lui con me era gentile e mi faceva stare bene”. In lacrime, Lorena Lanceri ha aggiunto: “Poi lui si è ammalato della stessa malattia di mia madre e ci siamo avvicinati ancora di più. Ma io non sono una criminale, e se vado avanti in questo inferno è solo per l’amore che ho per i miei figli. Del resto non mi interessa più nulla” – ha concluso. Prossimo aggiornamento dalla Corte d’Appello di Palermo, che deciderà tra il concorso esterno alla mafia o il favoreggiamento aggravato.






















