La Procura di Palermo, tramite il pubblico ministero, Claudio Camilleri, a conclusione della requisitoria, ha proposto al giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Carmen Salustro, la condanna di cinque imputati giudicati in abbreviato nell’ambito di un’inchiesta antimafia culminata il 3 giugno del 2024 nell’arresto a Santa Margherita Belice, ad opera della Squadra Mobile di Agrigento, dell’anziano boss Pietro Campo, 73 anni, già condannato per mafia e detenuto, poi il figlio, Giovanni Campo, 35 anni, Pietro Guzzardo, 47 anni, e Pasquale Ciaccio, 60 anni. E poi Domenico Bavetta, 44 anni, di Montevago. In particolare, 7 anni e 4 mesi di reclusione per Campo, 6 anni e 4 mesi per Giovanni Campo, 9 anni per Guzzardo, 7 anni e 8 mesi per Ciaccio, e 6 anni e 4 mesi per Bavetta. A vario titolo gli si contestano i reati di estorsione e illecita concorrenza con minaccia o violenza, aggravati dal metodo mafioso, e di aver agevolato l’associazione mafiosa “Cosa nostra”. Dalle indagini, a cui ha contribuito anche la Squadra Mobile di Palermo, è emerso un capillare controllo per la gestione illecita delle attività agro-pastorali, con relativo utilizzo dei fondi agricoli, sul territorio agrigentino compreso tra Santa Margherita Belice, Montevago e Sambuca di Sicilia, fino al confine con Contessa Entellina in provincia di Palermo.























