Al maxi processo sul cosiddetto “Sistema Montante”, il Tribunale di Caltanissetta ha dichiarato prescritta l’ipotesi di reato di associazione a delinquere per diversi imputati tra cui Rosario Crocetta.
Il presidente di sezione del Tribunale penale di Caltanissetta, Francesco D’Arrigo, ha riunito in un unico processo i due tronconi, con 13 e 17 imputati, dell’inchiesta imperniata su Antonello Montante, ovvero il filone del presunto dossieraggio e della rivelazione di notizie riservate con accessi abusivi ai sistemi informatici di polizia, tramite scambi di favori ad elevatissimo livello tra le forze dell’ordine e non solo, e il filone politico, ovvero l’intreccio di interessi ruotanti intorno al governo Crocetta, in carica tra il 2012 e il 2017. Già nel maggio del 2023, il giudice D’Arrigo, a fronte dell’incombenza dei termini di prescrizione, tentò di accelerare lo svolgimento delle udienze: una ogni lunedì. Tuttavia, tra inciampi e intoppi, progressivamente sono sopraggiunti i termini entro cui esercitare l’azione penale in riferimento ad un determinato reato. Infatti adesso è intervenuta la prescrizione del reato di associazione a delinquere per l’ex presidente della Regione, Rosario Crocetta, per l’ex assessore regionale alle Attività produttive, Mariella Lo Bello, per l’ex commissario dell’Irsap, l’Istituto regionale sviluppo attività produttive, Maria Grazia Brandara, e per gli imprenditori Giuseppe Catanzaro, Rosario Amarù e Carmelo Turco. Nel febbraio del 2024 la prescrizione è intervenuta anche per Renato Schifani, per l’ex capo dell’Aisi servizi segreti Arturo Esposito, per il capo reparto dell’Aisi Andrea Cavacece, e per il tributarista Angelo Cuva. Nel processo principale Montante è stato condannato dalla Cassazione, il 30 ottobre del 2024, a 8 anni di reclusione per corruzione e accesso abusivo al sistema informatico, ed è stato assolto dal reato di associazione a delinquere. Il difensore di Rosario Crocetta, l’avvocato Vincenzo Lo Re, commenta: “Si conclude in questo modo un procedimento protrattosi oltre 7 anni, tra indagini e dibattimento, in cui veniva contestata a Rosario Crocetta la partecipazione ad una struttura associativa composta anche da persone che Crocetta non aveva mai conosciuto e neppure incontrato per caso. Crocetta era stato convocato dalla Procura di Caltanissetta per rendere interrogatorio a maggio del 2018, ma quella convocazione fu revocata 48 ore dopo, e dunque si è ritrovato dentro, e adesso fuori, da questo processo senza toccare palla, se mi è consentita l’espressione calcistica. Infine occorre osservare che la Corte di Cassazione aveva già ritenuto inesistente l’associazione a delinquere capeggiata da Antonello Montante, nel primo troncone di questo procedimento definito con rito abbreviato”.






















