La Procura di Gela ha avviato un’inchiesta per disastro colposo e danneggiamento a seguito della frana a Niscemi, dopo il sopralluogo del procuratore Salvatore Vella nella zona rossa. La frana sarebbe stata causata da un’urbanizzazione incompatibile con la qualità del suolo, dalla mancanza di interventi di prevenzione e dalle risorse dirottate su altri progetti. Luigi D’Angelo, direttore dell’ufficio di gestione delle emergenze della Protezione Civile, ha sottolineato che il vero problema è il livello di umidità nel suolo, che ha raggiunto il 90%, e la natura sabbiosa del terreno. La prevenzione, che non è mai stata pienamente attuata, resta la chiave per evitare simili disastri. Negli anni, interventi necessari come la delocalizzazione di edifici e la gestione delle acque non sono stati compiuti. La frana evidenzia la cronica mancanza di attenzione al dissesto idrogeologico in un territorio geologicamente instabile. La situazione è un riflesso di una mancata pianificazione, nonostante leggi e piani di difesa del suolo che risalgono agli anni ’80 e ’90.






















