La Procura di Gela ha dunque avviato un’inchiesta per disastro colposo sulla frana di Niscemi per accertare se il crollo del costone si sarebbe potuto evitare e chi avrebbe dovuto intervenire. L’indagine è iniziata dall’analisi di tanti documenti, e ricostruirà tutti i lavori eseguiti nell’area dal 1997, anno di un precedente smottamento, fino a oggi. Nei prossimi giorni i magistrati affideranno l’incarico a tre consulenti universitari per accertare le cause della frana e se la mancanza di opere di recupero sicurezza del terreno e del torrente Benefizio, rinviate per anni nonostante ripetuti stati di emergenza e finanziamenti per milioni di euro, abbia inciso in modo determinante. Sarà verificato anche se interventi non autorizzati, come scarichi o pozzi abusivi, abbiano contribuito al cedimento. L’inchiesta sarà gravata dai termini di prescrizione del reato: 6 anni.























