Ad Agrigento vi sono imprese che offendono i cittadini contribuenti e che attentano alla vita delle persone. Si tratta delle imprese che scavano lungo le strade per eseguire lavori e che poi non adempiono al ripristino dell’asfalto, pagato dai contribuenti e obbligatorio secondo il contratto d’appalto. Le fosse sono coperte alla meno peggio, o con colate di cemento e terriccio, che si sfalda tutto alla prima pioggia, o, ancora peggio, con terriccio rosso. Il risultato sono buche mortali. Ovunque. Per avere testimonianza di ciò basta recarsi in via Unità d’Italia, e osservare i rattoppi con colate di cemento grigio anziché asfalto, o terriccio rosso anziché asfalto. Percorrete la strada dal panificio Principato fino alla farmacia. E avrete prova di tutto ciò. Poi, il massimo della strafottenza ricorre davanti l’ortofrutta Casula e lo stesso panificio Principato, dove ignoti hanno scavato, hanno ricoperto in modo delinquenziale, e poi tutta la terra dello scavo è stata abbandonata sul marciapiede! Ed è così da due mesi. Forse se si montasse una foto trappola si scoprirebbero i responsabili. Altro esempio? Buca rossiccia all’incrocio a curva tra via Giovanni XXIII e Viale della Vittoria. Altri esempi? Ovunque abbiano scavato per lavori. Perché ad Agrigento non è reato sfasciare le strade dei contribuenti e fottersene, esponendoli a rischio morte, soprattutto i motociclisti.























