Si chiude, almeno per la fase cautelare, la complessa contesa legale riguardante il trasferimento del “Centro di Riabilitazione di Craparo Agostino & C. S.n.c.” da Agrigento a Favara. Con ordinanza dell’11 febbraio 2026, la Prima Sezione del TAR Sicilia ha respinto l’istanza di sospensione dell’efficacia degli atti presentata dalla società concorrente Polimedica S.r.l..
La disputa trae origine dalla decisione del Centro Craparo di spostare la propria sede operativa e il relativo accreditamento sanitario dai locali di via Imera ad Agrigento a quelli di via Treves a Favara. Nonostante un precedente annullamento parziale disposto dal Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) per difetto di motivazione, l’ASP di Agrigento ha provveduto a un riesame dell’istanza.
Attraverso un’approfondita istruttoria tecnica, l’Azienda Sanitaria ha confermato il nulla osta, sostenendo sulla base di dati concreti che il trasferimento non ha creato carenze assistenziali ad Agrigento, data la presenza di altre strutture pubbliche e private che assorbono agevolmente il fabbisogno. Addirittura, secondo l’ASP, lo spostamento ha migliorato l’equilibrio tra popolazione e servizi sanitari, colmando un precedente svantaggio per l’utenza del Comune di Favara.
Il Centro di Riabilitazione Craparo, difeso dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha sostenuto la tesi della piena legittimità dell’azione amministrativa. La difesa ha evidenziato come l’ASP abbia agito correttamente riesaminando la situazione sulla base dei dati esistenti al momento della richiesta originale, confermando che il Centro Craparo garantisce oggi a Favara un volume di prestazioni superiore a quello precedentemente erogato ad Agrigento.
Il TAR – aderendo alle tesi degli avv.ti Rubino e Impiduglia – ha ritenuto non sussistenti presupposti per sospendere i provvedimenti dell’ASP. Secondo il Tribunale Amministrativo, il presunto danno economico lamentato da Polimedica non configura un “pregiudizio grave e irreparabile”, essendo eventualmente ristorabile in caso di vittoria nel merito.
Inoltre, il TAR ha sottolineato come la parte ricorrente non possa farsi portatrice di interessi pubblici generali (come la tutela della salute della popolazione di Agrigento), la cui cura spetta esclusivamente alle autorità pubbliche preposte.
Con la decisione del TAR, il trasferimento della struttura rimane pienamente operativo, garantendo la continuità dei servizi riabilitativi nella nuova sede di Favara.





















