La Procura Generale della Corte d’Appello di Palermo, a conclusione della requisitoria, ha invocato la conferma della sentenza emessa il 4 marzo del 2025 dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo che, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione, più un anno di libertà vigilata dopo avere scontato la condanna, l’insegnante Martina Gentile, 33 anni, di Campobello di Mazara, imputata di favoreggiamento aggravato e procurata inosservanza di pena, figlia della presunta amante di Matteo Messina Denaro, Laura Bonafede, 56 anni, anche lei insegnante, già condannata a 11 anni e 8 mesi di carcere per associazione mafiosa. Le due donne sarebbero state funzionali agli interessi e alle necessità di Matteo Messina Denaro latitante, e il legame tra i tre sarebbe stato tale da essere da loro stesso definito: “Siamo come una famiglia”. Martina Gentile nel corso del processo ha reso delle dichiarazioni spontanee: “Sono molto confusa. Da bambina ho voluto bene a Matteo Messina Denaro, ma ultimamente ho capito di avere sbagliato. Ho iniziato un percorso di legalità con un’associazione antimafia e gli assistenti sociali. E ho scelto di lasciare il mio paese, Campobello di Mazara, per andare a insegnare a Pantelleria, dove ho accettato delle supplenze, per prendere le distanze da un contesto in cui non mi riconoscevo più”.






















