L’Assemblea Regionale ha approvato il disegno di legge di riforma degli Enti Locali. Bocciate diverse norme. Salve le quote di genere nelle giunte comunali. Gli interventi.
L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato il Disegno di legge di riforma degli Enti locali. E’ stato un voto sofferto, che ha spaccato la maggioranza: almeno dieci i “franchi tiratori” nel centrodestra. Sono state infatti bocciate le norme sulla possibilità del terzo mandato per i sindaci nei Comuni fino a 15.000 abitanti, e sulla introduzione del consigliere comunale supplente. E’ stata invece approvata la norma che impone le quote di genere, ovvero la rappresentanza di donne, almeno il 40%, nelle giunte dei Comuni sopra i 3.000 abitanti. Entrerà in vigore al primo rinnovo utile. Alla “fine della fiera” i voti a favore sono stati 50 su 70 deputati, non tutti presenti in aula. La deputata regionale di Forza Italia, Margherita La Rocca Ruvolo, commenta: “La legge sugli Enti locali rappresenta un passo avanti solo parziale. Sono positive alcune norme approvate come quella sulla rappresentanza di genere nelle giunte comunali e l’introduzione del tagliando antifrode nelle schede elettorali. Positivo anche il via libera alla norma sui permessi per gli assessori, che riconosce il valore del loro impegno amministrativo. Tuttavia, il testo finale del disegno di legge è molto ridotto rispetto a come era arrivato in aula: un’occasione in parte mancata per dare una riforma organica e moderna al sistema degli enti locali siciliani”. Dall’opposizione, Michele Catanzaro, capogruppo del Partito Democratico, commenta: “Resta un dato politico emerso con evidenza: il centrodestra è sempre più diviso, basta guardare l’esito delle votazioni di diversi articoli del disegno di legge per rendersene conto. Bene l’approvazione della norma che introduce la soglia del 40% di rappresentanza di genere nelle giunte comunali. Compiamo finalmente un atto di giustizia equiparando la Sicilia al resto d’Italia. Non si tratta di una concessione, ma del riconoscimento di un diritto. Come gruppo del Partito democratico all’Ars abbiamo portato avanti con convinzione questa battaglia fin dal primo momento”.























