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“Risarcimento Carola Rackete”: le reazioni (video)

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Il caso del risarcimento accordato alla Ong Sea Watch, capitanata da Carola Rackete, infiamma lo scontro sul referendum sulla riforma della Giustizia.

Il 29 giugno del 2019, la comandante tedesca, Carola Rackete, 37 anni, in stallo dal precedente 12 giugno, forzò il blocco navale a Lampedusa con la nave Ong Sea Watch 3 sfidando il decreto sicurezza bis di Matteo Salvini. A bordo 53 migranti naufraghi. Fu arrestata per resistenza a pubblico ufficiale e per aver speronato una motovedetta della Guardia di Finanza. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento non convalidò l’arresto. Poi l’indagine è stata archiviata, riconoscendo lo stato di necessità e l’adempimento del dovere di soccorso e salvataggio previsto dal diritto nazionale e internazionale del mare. Adesso il Tribunale di Palermo ha altrettanto riconosciuto alla Ong un risarcimento di 76.000 euro per il blocco ingiustamente subito dalla Sea Watch, ancorata nel porto di Licata dal 12 luglio al 19 dicembre. I ministeri di Interno, Trasporti ed Economia pagheranno in particolare le spese patrimoniali documentate dalla Ong, ovvero spese portuali, legali e di agenzia, e carburante per mantenere la nave attiva. La Ong plaude e commenta: “Mentre il governo Meloni annuncia il ‘blocco navale’ e attacca le Ong del soccorso in mare, il diritto ancora una volta dà ragione alla disobbedienza civile”. Replica Giorgia Meloni: “I giudici prendono un’altra decisione che lascia letteralmente senza parole: hanno condannato lo Stato italiano a risarcire con 76.000 euro, sempre degli italiani, la Ong proprietaria della nave capitanata dalla Rackete, perché dopo lo speronamento ai danni dei nostri militari l’imbarcazione era stata, giustamente, trattenuta e posta sotto sequestro. La mia domanda è: il compito dei magistrati è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”. Matteo Salvini rincara la dose: “Il 22 e 23 marzo voterò ‘Sì’ al referendum per cambiare questa in(Giustizia) che non funziona”.

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Angelo Ruoppolo
Giornalista professionista, di Agrigento. Nel febbraio 1999 l’esordio televisivo con Teleacras. Dal 24 aprile 2012 è direttore responsabile del Tg dell’emittente agrigentina. Numerose le finestre radio – televisive nazionali in cui Angelo Ruoppolo è stato ospite. Solo per citarne alcune: Trio Medusa su Radio DeeJay, La vita in diretta su Rai 1, Rai 3 per Blob Best, Rai 1 con Tutti pazzi per la tele, Barbareschi shock su La 7, Rai Radio 2 con Le colonne d’Ercole, con Radio DeeJay per Ciao Belli, su Rai 3 con Mi manda Rai 3, con Rai 2 in Coast to coast, con Rai 2 in Gli sbandati, ancora con Rai 2 in Viaggio nell'Italia del Giro, con Striscia la notizia su Canale 5, con Radio 105 nello Zoo di Radio 105 e Rebus su Rai 3. Più volte è stato presente e citato nelle home page dei siti di Repubblica e di Live Sicilia. Il sosia di Ruoppolo, Angelo Joppolo, alias Alessandro Pappacoda, è stato il protagonista della fortunata e gettonata rubrica “Camera Zhen”, regia di Giovanni Serio, in onda su Teleacras, e del film natalizio “Gratta e scappa”, con una “prima” affollatissima al Cine Astor di Agrigento. I suoi video su youtube contano, al 6 ottobre 2024, 30.317.320 visualizzazioni complessive. Gli sono stati assegnati diversi premi tra cui: "Sipario d'Oro", "Alessio Di Giovanni", "Mimosa d'Oro", "Pippo Montalbano". Indirizzo mail: angeloruoppolo@virgilio.it