I sindacati chiedono al governo regionale di ritirare la riforma dei dirigenti che sarà votata in Assemblea da martedì perché la ritengono inutile e dannosa. A pochi giorni dalla bocciatura della riforma degli enti locali, il governo di Renato Schifani ripropone un altro provvedimento delicato, che prevede di eliminare le attuali tre categorie di dirigenti e crearne una sola, permettendo così a tutti i 752 dirigenti di concorrere per diventare capi dipartimento e per altri incarichi chiave. La riforma comprende anche un maxi concorso per assumere 156 nuovi dirigenti e coprire i posti vacanti negli uffici. Contro il progetto si sono schierati insieme i principali sindacati, tra cui Cgil Funzione pubblica, Cisl Funzione pubblica, Uil, Ugl, Cobas Codir e Sadirs, che contestano il metodo e il merito della proposta, chiedono di applicare le norme nazionali che prevedono due categorie invece di una sola e criticano il governo per non averli coinvolti prima nelle scelte.























