L’imprenditore di Favara, Luigi Bruccoleri, 42 anni, ha proposto di patteggiare la pena in udienza preliminare, con confisca di beni per un valore di circa 3 milioni. Lui sarebbe stato al timone di un articolato sistema di frode fiscale, che ha movimentato oltre 35 milioni di euro e coinvolto più di 200 imprese in tutta Italia. E che è stato smantellato dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Agrigento. L’inchiesta della Procura di Sciacca è ruotata intorno a 7 società “cartiere”, che avrebbero emesso fatture false per operazioni inesistenti, simulate come sponsorizzazioni legate a gare automobilistiche di rally mai effettuate. Tali fatture avrebbero permesso a centinaia di aziende, distribuite in diverse regioni italiane, di ridurre il reddito imponibile e abbattere le imposte dovute. In totale sono 18 i soggetti segnalati per frode fiscale e omessa dichiarazione, e 13 società sono inquisite per responsabilità amministrativa. A gestire il sistema fraudolento sarebbe stato Bruccoleri, che avrebbe trattenuto l’Iva indicata nelle fatture false, oltre a una commissione variabile tra il 5% e il 14% sugli importi fatturati. Lui avrebbe anche reinvestito parte dei profitti in un’attività imprenditoriale nel nord Italia. E pertanto è stato denunciato per autoriciclaggio. A seguito di una perquisizione, gli sono stati sequestrati 305 mila euro in contanti, di cui 225 mila nascosti in un’intercapedine del sottoscala. Altresì gli sono state sequestrate una villa di lusso ad Agrigento e quattro costose automobili.























