Commossa e partecipata cerimonia alla villa comunale “Falcone e Borsellino” di Siculiana: inaugurato un monumento ai siciliani vittime delle foibe. Sono incisi i nomi di 438 vittime siciliane delle foibe ed è dedicato a Gerlando Vasile, cittadino siculianese vittima delle foibe, padre di Rosa Vasile, presente con tutta la famiglia, e che si prodiga da sempre per divulgare il ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli giuliano-dalmati, essendo lei stessa un’esule.
Gerlando Vasile fu arrestato dall’esercito titino il 3 maggio 1945, mentre lavorava come impiegato presso la questura di Fiume, e di lui non si ebbero più notizie. A Gerlando Vasile è stata intitolata la biblioteca comunale nel 2014.
Sono intervenuti il sindaco Giuseppe Zambito, Roberto Mena, il senatore che nel 2004 firmò la legge per il Giorno del Ricordo, Massimiliano Lacota, il presidente dell’Unione degli Istriani, il prefetto Salvatore Caccamo, l’arcivescovo Alessandro Damiano, che ha benedetto il monumento e ha anche parlato, il presidente della Consulta giovanile Giuseppe Vella, Roberta Sinnone, la figlia di Rosa Vasile, che ha letto il discorso della madre. A conclusione, ha parlato la madre Rosa Vasile, ringraziando tutti molto commossa e grata, e alla fine ha concluso con la lettura di una poesia di Giuseppina Mira (presente alla cerimonia), che ha inserito nel suo libro.
Gli studenti dell’Istituto Comprensivo Garibaldi di Realmonte, guidati dalla dirigente Paola Catanzaro, hanno lavorato in un laboratorio intitolato “La memoria e l’identità”, diretto dalla professoressa Susy Gagliano Pisa, e hanno riprodotto la scena della bambina con la valigia.
Ad arricchire l’evento, il coro Magnificat e la banda “V. Bellini” di Siculiana.
Era presente la signora Rosa, figlia di Gerlando, che a 92 anni ha potuto sfiorare con mano il nome del padre inciso nella pietra della propria terra. Un cerchio che si chiude dopo decenni di attesa.
Il sindaco di Siculiana, Peppe Zambito, ha sottolineato la portata storica di questo gesto:
“Siamo qui oggi per compiere un atto di giustizia verso la storia e verso la nostra identità. Inauguriamo questo monumento non solo per onorare un martire, ma per riparare un lungo silenzio. Per troppo tempo la tragedia delle Foibe e dell’Esodo è stata una pagina taciuta del nostro libro nazionale. Oggi abbiamo il dovere di rompere quell’oblio e di restituire dignità al sacrificio di chi pagò con la vita il legame indissolubile con la propria Patria.”























