La Corte d’Appello di Palermo ha inflitto 9 anni e 1 mese di reclusione all’ex avvocato di Canicattì, Angela Porcello, coinvolta nell’ambito dell’inchiesta antimafia “Xidy”, escludendo per lei lo sconto di pena per collaborazione perché – come adesso emerge dalle motivazioni della sentenza – ha ammesso solo ciò che è già noto alle indagini. Lei avrebbe svolto un ruolo di vertice dell’organizzazione mafiosa, come cassiera e tramite tra il boss ergastolano Giuseppe Falsone e l’esterno. Nel suo studio professionale si sarebbero svolti incontri riservati tra esponenti di Cosa nostra e Stidda. Dopo l’arresto ha manifestato espressamente la volontà di collaborare con la giustizia, ma i giudici hanno ritenuto che le sue dichiarazioni, pur dettagliate, non abbiano rivelato nuovi reati né nuovi indagati, limitandosi a confermare intercettazioni e prove già raccolte dalla Procura antimafia di Palermo. Ecco perché non le è stato riconosciuto lo status di collaboratrice di giustizia. Dopo quattro anni di carcere, è stata scarcerata e posta agli arresti domiciliari.























