La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna a 20 anni di reclusione a carico di Luigi Boncori, 74 anni, ritenuto il capo della famiglia mafiosa di Ravanusa e figura di vertice del mandamento di Canicattì. Nelle motivazioni della sentenza del processo “Xidy”, i giudici sottolineano che Boncori, già condannato per mafia nel 1993, ha mantenuto e rafforzato i legami con Cosa nostra tra il 2018 e il 2020, presiedendo riunioni con altri capi mafiosi e gestendo interessi illeciti come le intermediazioni nella vendita di prodotti ortofrutticoli, il sostegno economico ai detenuti, l’installazione dei videopoker e la distribuzione di schede telefoniche intestate a terzi per garantire comunicazioni riservate. La Corte evidenzia inoltre lo stretto rapporto fiduciario tra Boncori, Buggea e altri boss della provincia agrigentina, in particolare con Giuseppe Falsone, già capo della provincia mafiosa, detenuto al 41 bis. Un’intercettazione del 13 settembre 2019 mostra Boncori preoccupato con l’ex avvocato Angela Porcello, anche lei già condannata, per possibili misure cautelari e per il rischio di ritrovamento di armi a seguito degli arresti di altri affiliati.























