Processo antimafia “Xidy”, le sentenze e adesso le motivazioni: Simone Castello, 76 anni, di Bagheria, è stato assolto dalla Corte d’Appello di Palermo, con la formula “per non avere commesso il fatto”, dopo essere stato condannato in primo grado a 12 anni di reclusione per associazione mafiosa. Si è ipotizzato che Castello, già condannato per mafia per essere stato parte della famiglia mafiosa di Bagheria dal ’98 al 2012, sia stato uno dei “postini” di Bernardo Provenzano. La Corte di Palermo ha riconosciuto l’infondatezza delle accuse, sottolineando l’assenza di prove concrete che dimostrassero un suo ruolo in Cosa Nostra dopo il 2012. Le conversazioni intercettate, pur contenendo espressioni legate all’ambito mafioso, non sono state sufficienti per sostenere una condanna, in mancanza di prove su un suo contributo materiale all’organizzazione. Castello ha peraltro mostrato un disinteresse verso attività illegali, come emerso dalle intercettazioni, definendosi “adagiato” e non più coinvolto in affari mafiosi: “Io, ormai sono adagiato… ca un disturbo a nessuno”.























