Con il deposito delle motivazioni della sentenza d’Appello nel processo Xidy, Giuseppe Sicilia è stato riconosciuto come capo della famiglia mafiosa di Favara. Condannato a 18 anni e 8 mesi di reclusione, Sicilia, già coinvolto in precedenti operazioni antimafia come la “San Calogero” nel 2005, ha scalato i vertici della cosca, fino ad assurgere ad un ruolo apicale. Secondo la Corte d’Appello di Palermo, la sua partecipazione a incontri tra capi mafia e il suo coinvolgimento nella gestione di attività mafiose sono stati determinanti per confermare il suo ruolo di leader. La sentenza evidenzia il contributo diretto di Sicilia alla gestione dei proventi illeciti, alla risoluzione dei conflitti interni tra famiglie mafiose, ed il suo impegno nel mantenimento delle famiglie dei capimafia detenuti, in particolare quella del boss Giuseppe Falsone, segno del suo ruolo di fiducia e responsabilità ai massimi livelli. Le intercettazioni hanno rivelato come Giuseppe Sicilia fosse considerato un interlocutore privilegiato nelle comunicazioni mafiose, un vero e proprio “tramite” tra i vari membri della cosca, segno della sua posizione di potere.























