Condannato anche in Appello l’assassino del cardiologo Gaetano Alaimo a Favara. I giudici hanno riconosciuto ad Adriano Vetro il vizio parziale di mente.
Adriano Vetro, 50 anni, di Favara, quando il 29 novembre del 2022 ha ucciso il cardiologo Gaetano Alaimo, 62 anni, è stato parzialmente incapace di intendere e di volere. Così è secondo la Corte d’Assise d’Appello di Palermo, presieduta da Sergio Gulotta, che ha condannato Vetro a 17 anni e 10 mesi di reclusione, concedendogli lo sconto di un terzo della pena di 24 anni di prigione che gli è stata inflitta in primo grado dalla Corte d’Assise di Agrigento, presieduta da Giuseppe Miceli, che non ha riconosciuto il vizio di mente, così come gli specialisti che hanno visitato l’imputato, anche in secondo grado. Il bidello è assistito dagli avvocati Sergio Baldacchino e Raffaele Bonsignore. I familiari del cardiologo e l’Ordine dei medici sono parte civile tramite gli avvocati Giuseppe Barba e Vincenzo Caponnetto. Adriano Vetro ha confessato di avere ucciso Gaetano Alaimo per non avergli firmato un certificato per il rinnovo della patente. Più nel dettaglio, Adriano Vetro a magistrati e carabinieri ha risposto così: “Ho sparato e ho ucciso il dottor Gaetano Alaimo. Mi servivano tre certificati medici per ottenere il rinnovo della patente. Il diabetologo e l’oculista me li avevano rilasciati. Il dottor Alaimo invece mi prendeva in giro e rinviava continuamente. La pistola l’ho trovata in campagna”. Il cardiologo Gaetano Alaimo, specializzato anche in malattie dell’apparato cardio-vascolare e in medicina interna, ha diagnosticato ad Adriano Vetro una malformazione cardiaca, uno scompenso, e ciò non gli avrebbe permesso il rinnovo della patente di guida. Il dottor Alaimo, valutate le condizioni generali del suo paziente, si è opposto ad un intervento chirurgico, invocato da Vetro come unica soluzione per superare l’ostacolo al rinnovo della patente. Pochi giorni prima dell’omicidio, Vetro e Alaimo hanno ancora una volta discusso dell’argomento. Da una parte Vetro a insistere, e dall’altra Alaimo a spiegare che non sarebbe stato possibile, ovviamente per ragioni di carattere medico. Poi il sanguinoso epilogo. Vetro si è recato in via Giovanni Bassanesi 1 al Poliambulatorio di Gaetano Alaimo, e, appena si è accorto del cardiologo in sala d’attesa, gli ha sparato a bruciapelo con una pistola calibro 7,65, e lo ha colpito mortalmente al torace, innanzi ad alcuni dipendenti della clinica, che poi hanno svelato ai carabinieri, giunti sul posto, il nome dell’assassino. I militari lo hanno trovato nella sua casa in campagna, dove ha dimorato insieme ai genitori, con la pistola ancora fumante.






















