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Al carcere di Agrigento “Un omaggio alle donne di Sicilia”

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L’Istituto di Istruzione Superiore Ambrosini – M.L. King, con la sezione alberghiera operante all’interno della Casa Circondariale “P. Di Lorenzo” di Agrigento, ha celebrato, venerdì 6 marzo 2026, presso la sezione femminile, la Giornata Internazionale della Donna, dedicando questa ricorrenza alle donne di Sicilia di ieri e di oggi.

Le vere protagoniste dell’iniziativa sono state le studentesse ristrette, che hanno dato vita a un evento concepito come un viaggio attraverso la storia della Sicilia. Le corsiste hanno infatti interpretato brevi pièce teatrali dedicate a figure femminili siciliane che, in modi diversi, hanno lasciato un segno nella storia e nella società. I personaggi sono stati rappresentati in maniera particolarmente intensa e toccante, dimostrando grande sensibilità nel restituire la forza e la complessità delle storie raccontate.

Ad assistere alla performance erano presenti la Dirigente Scolastica dell’I.I.S. Ambrosini – M.L. King, prof.ssa Mirella Vella, e il responsabile dell’area educativa del carcere, dott. Giuseppe Di Miceli, che insieme alla direttrice della Casa Circondariale, dott.ssa Anna Puci, hanno fortemente voluto e sostenuto questo evento.

È doveroso ricordare anche la presenza del presidente dell’Ordine degli Avvocati, del Comitato per le Pari Opportunità e dell’AIGA, che hanno donato alle corsiste ristrette alcuni piccoli oggetti di bellezza. Particolarmente significativo è stato inoltre l’omaggio dei detenuti della sezione “protetti” — che ospita soggetti condannati per reati contro le donne — i quali hanno realizzato e donato alla Dirigente Scolastica, prof.ssa Mirella Vella, un carrettino siciliano in legno, frutto del lavoro svolto durante il corso di falegnameria.

Erano presenti anche gli educatori del carcere, oltre ad alcuni ospiti e volontari provenienti dal mondo esterno. La loro partecipazione ha contribuito a creare un clima di ascolto e di vicinanza, rendendo l’incontro ancora più significativo.

Attraverso parole, gesti e interpretazioni sentite, sono state raccontate le vite di donne come Francesca Morvillo, magistrata simbolo di coraggio e impegno civile; Costanza d’Altavilla, figura storica di grande rilievo; Franca Florio, icona della Belle Époque siciliana; Virdimura, tra le prime donne medico della storia; Rita Atria, giovane testimone di giustizia; e Franca Viola, simbolo di emancipazione e dignità femminile.

Un momento della giornata è stato dedicato anche alla lettura di alcune poesie dedicate alle donne, testi profondi e toccanti che hanno messo in luce la forza, la fragilità e, allo stesso tempo, il coraggio dell’universo femminile.

Particolarmente intensa è stata anche la parte dedicata a Rosa Balistreri, straordinaria interprete della tradizione popolare siciliana, la cui vita è stata segnata da sofferenze ma anche da un profondo percorso di riscatto sociale. La sua storia, intervallata da canti della tradizione, è stata magistralmente interpretata da una donna proveniente dal mondo esterno, che con grande sensibilità e partecipazione ha saputo restituire al pubblico tutta la profondità emotiva della cantante siciliana.

I personaggi storici sono stati interpretati in maniera particolarmente toccante dalle corsiste ristrette, che con la loro interpretazione sono riuscite ad annullare simbolicamente la distanza tra la cella e la storia, trasformando il teatro in uno spazio di memoria, consapevolezza e speranza.

Ecco qualche estratto delle attività di oggi:

Francesca Morvillo: “Non abbiamo cercato il coraggio. Abbiamo fatto il nostro lavoro… Non lasciate che la paura decida per voi.”

Costanza d’Altavilla e Franca Florio: In un dialogo immaginario tra regine, hanno ricordato che la donna in Sicilia è “la colonna che regge il tempio, restando invisibile”.

Franca Viola: Un “no” gridato contro il matrimonio riparatore che risuona ancora oggi: “Io non sono proprietà. La dignità non si ripara. Si difende.”

Virdimura: La prima medica della storia che invita a studiare: “Il mondo è un corpo malato che ha bisogno di cure gentili.”

Rita Atria: La giovanissima testimone di giustizia che ha rotto il silenzio: “Io non sono nata per stare zitta. E neanche voi.”

Il vertice emotivo della mattinata è stato raggiunto con il testo Il cielo in un rettangolo, letto da una corsista ristetta. Un brano che descrive il carcere come “un animale pesante che ti siede sul petto”, ma che si chiude con una promessa di rinascita:

“La mia dignità non è rimasta fuori dal cancello; l’ho portata dentro, nascosta sotto la lingua, come un tesoro… Uscirò con le spalle larghe di chi ha attraversato il fuoco ed è rimasta intera.”

Accanto ai momenti teatrali, altre detenute hanno scelto di condividere con il pubblico pensieri e riflessioni personali sulla loro esperienza carceraria. Le loro parole hanno raccontato il dolore della distanza ma anche il desiderio di rivalsa, di crescita e di una nuova possibilità. Le testimonianze hanno restituito uno sguardo intimo sulla vita dietro le mura del carcere, facendo emergere una forte volontà di cambiamento.

La mattinata è stata arricchita anche dalla presenza di alcune donne di oggi, provenienti dal mondo esterno, che hanno scelto di condividere le proprie esperienze di vita. Attraverso i loro racconti sono emerse storie reali, fatte di difficoltà quotidiane ma anche di conquiste e soddisfazioni personali. Le loro testimonianze hanno contribuito a creare un dialogo profondo tra realtà diverse, mettendo in luce come, pur in contesti differenti, molte donne condividano sfide e speranze simili.

L’emozione è stata palpabile per tutto il tempo della rappresentazione ed in particolar modo per le corsiste ristrette. Salire “sul palco” e raccontarsi attraverso il teatro o attraverso le proprie parole ha rappresentato un momento di grande valore personale. È stata, questa, un’occasione per sentirsi ascoltate e, allo stesso tempo, protagoniste. Nelle loro parole non c’era solo il dolore della mancanza o il peso degli errori, ma una sorprendente scintilla di speranza. Hanno parlato di riscatto attraverso lo studio, della sorellanza nata dietro le sbarre e della voglia di tornare a essere, un giorno, donne nuove. La scuola in carcere, così, si conferma non solo come luogo di istruzione, ma come ponte verso la società civile.

Dall’altra parte, il pubblico ha vissuto un’esperienza intensa, spesso commossa, che ha permesso di guardare oltre i pregiudizi e di cogliere l’umanità e la profondità delle storie raccontate. In questa mattinata così speciale, tra applausi, silenzi carichi di emozione e sguardi partecipi, è emersa con forza una consapevolezza condivisa: la voce delle donne, anche nei luoghi più difficili, può diventare strumento di memoria, di riflessione e soprattutto di speranza.

L’intera attività è stata curata con grande impegno dalla docente di lettere, prof.ssa Giovanna Danile, che ha guidato le corsiste nella preparazione dei testi, delle interpretazioni teatrali e dei momenti di riflessione, accompagnandole in un percorso educativo e umano di grande valore.

Questa iniziativa ha inoltre messo in luce il valore dell’impegno congiunto delle istituzioni, quali scuola, amministrazione penitenziaria e realtà del territorio, che credono profondamente nell’importanza della rieducazione come strumento per creare le condizioni di una seconda possibilità. Una seconda possibilità che, con forza e con rinnovato impegno, anche le donne ristrette chiedono e cercano attraverso lo studio, la cultura e il confronto.

La giornata si è rivelata quindi non soltanto una celebrazione della figura femminile, ma anche un invito alla consapevolezza e alla riscoperta della propria identità. Attraverso il teatro, la parola e la condivisione delle esperienze, le corsiste hanno intrapreso un percorso che guarda al cambiamento reale, alla responsabilità e alla possibilità di costruire un futuro diverso.

Attraverso lo studio e la cultura, quel “rettangolo di cielo” visto dalle celle potrebbe iniziare a farsi più ampio, trasformando l’errore in esperienza e il dolore in una nuova e consapevole dignità femminile. Una giornata che ha lasciato un segno nei cuori di chi ha partecipato e che ricorda come il cammino verso il cambiamento passi attraverso la cultura, l’educazione e la possibilità di sentirsi ancora parte della società.

A coronare una giornata così intensa, non poteva mancare un momento di condivisione e convivialità. Infatti, la fine della performance è stata suggellata da un piccolo rinfresco, dominato dalla protagonista indiscussa della tavola: la tradizionale torta mimosa, dolce simbolo della Festa della Donna, preparata magistralmente dai docenti che prestano servizio presso l’indirizzo alberghiero di questo istituto. Il gesto, semplice ma significativo, ha rappresentato un’ulteriore dimostrazione di cura e collaborazione tra scuola, personale e studentesse ristrette.

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Angelo Ruoppolo
Giornalista professionista, di Agrigento. Nel febbraio 1999 l’esordio televisivo con Teleacras. Dal 24 aprile 2012 è direttore responsabile del Tg dell’emittente agrigentina. Numerose le finestre radio – televisive nazionali in cui Angelo Ruoppolo è stato ospite. Solo per citarne alcune: Trio Medusa su Radio DeeJay, La vita in diretta su Rai 1, Rai 3 per Blob Best, Rai 1 con Tutti pazzi per la tele, Barbareschi shock su La 7, Rai Radio 2 con Le colonne d’Ercole, con Radio DeeJay per Ciao Belli, su Rai 3 con Mi manda Rai 3, con Rai 2 in Coast to coast, con Rai 2 in Gli sbandati, ancora con Rai 2 in Viaggio nell'Italia del Giro, con Striscia la notizia su Canale 5, con Radio 105 nello Zoo di Radio 105 e Rebus su Rai 3. Più volte è stato presente e citato nelle home page dei siti di Repubblica e di Live Sicilia. Il sosia di Ruoppolo, Angelo Joppolo, alias Alessandro Pappacoda, è stato il protagonista della fortunata e gettonata rubrica “Camera Zhen”, regia di Giovanni Serio, in onda su Teleacras, e del film natalizio “Gratta e scappa”, con una “prima” affollatissima al Cine Astor di Agrigento. I suoi video su youtube contano, al 6 ottobre 2024, 30.317.320 visualizzazioni complessive. Gli sono stati assegnati diversi premi tra cui: "Sipario d'Oro", "Alessio Di Giovanni", "Mimosa d'Oro", "Pippo Montalbano". Indirizzo mail: angeloruoppolo@virgilio.it