Il maxi incendio al deposito di rifiuti Omnia a Licata: quattro imputati condannati. Altri dodici rinviati a giudizio. I dettagli.
Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alberto Lippini, a conclusione del giudizio abbreviato, ha emesso sentenza nell’ambito dell’inchiesta sul maxi incendio a Licata il 20 gennaio del 2024, a danno del deposito di stoccaggio rifiuti dell’impresa Omnia in contrada Bugiades. Il rogo fu domato del tutto dopo alcune settimane: la nube tossica fu intensa, stop a uffici pubblici e scuole, e un grave danno ambientale. Sono stati condannati quattro imputati: a Carmelo D’Antona, 40 anni, di Licata, sono stati inflitti 14 anni di reclusione, poi 4 anni e 8 mesi ciascuno a Maurizio Brancato, 50 anni, di Ravanusa, e a Giuseppe Barbera, 51 anni, di Campobello di Licata. E poi 4 anni a Gioconda Stemma, 53 anni, di Campobello di Licata. Sono stati rinviati a giudizio altri dodici imputati. All’appello il prossimo 18 maggio risponderanno:
Cristoforo Famà, 42 anni, di Licata
Emanuele Montaperto, 35 anni, di Campobello di Licata
Neculai Razvan Bostan, 40 anni, residente a Ravanusa
Francesco Salamone, 24 anni, di Ravanusa
Mario Antona, 25 anni, di Ravanusa
Alexandru Marian Buluc, 26 anni, residente a Ravanusa
Ion Acatrinei, 44 anni, residente a Ravanusa
Giuseppe Galiano, 48 anni, di Ravanusa
Giovanni Pio Galiano, 22 anni, di Ravanusa
Domenico Savio Messana, 31 anni, di Campobello di Licata
Abaru Camara, 26 anni, senza fissa dimora
Andrea Grillo, 58 anni, di Licata.
Le contestazioni di reato si riferiscono anche ad altre imputazioni oltre che all’incendio. Nel dettaglio: a D’Antona, Famà, Barbera e Stemma è contestato l’incendio del deposito, aggravato dal conseguente inquinamento da tossine: D’Antona e Famà come mandanti, Barbera e Stemma come esecutori.
A D’Antona e Brancato si addebita l’avere picchiato e minacciato di morte un uomo, sospettato di un furto, affinché consegnasse 170 euro, tanti quanti il valore della merce rubata.
Bostan avrebbe svaligiato un’abitazione a Campobello di Licata.
Buluc avrebbe saccheggiato un impianto sportivo comunale a Ravanusa.
Acatrinei risponde di un furto in un’abitazione a Ravanusa.
Galiano avrebbe preteso soldi da un uomo per restituire a un suo figlio minorenne la sua bici elettrica rubata.
Carmelo D’Antona risponde anche di tentato omicidio: il 10 luglio del 2024 avrebbe colpito a sprangate Abaru Camara a Campobello di Licata.
Allo stesso Abaru Camara si contestano lesioni personali aggravate a danno di un uomo.
Grillo avrebbe taciuto sulle informazioni in suo possesso sui mandanti e gli esecutori dell’incendio al deposito.























