Il prossimo 20 aprile il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Walter Turturici, deciderà le sorti giudiziarie dell’assessore regionale al Turismo Elvira Amata e dell’imprenditrice Marcella Cannariato, dopo le discussioni di pubblici ministeri e difese previste il 23 marzo. I pubblici ministeri Felice De Benedittis e Andrea Fusco le accusano di corruzione in un filone d’indagine che ha coinvolto anche il presidente dell’Assemblea Regionale, Gaetano Galvagno. Cannariato ha scelto di essere giudicata in abbreviato. Amata, in caso di rinvio a giudizio, ha optato per il rito ordinario. Amata avrebbe ricevuto da Cannariato vantaggi consistenti nell’assunzione del nipote Tommaso Paolucci e nel pagamento delle sue spese di alloggio in un Bed and breakfast a Palermo, in cambio di un decreto assessoriale che concedeva un finanziamento pubblico di 30.000 euro a una manifestazione promossa dalla fondazione Marisa Bellisario, rappresentata da Cannariato. Amata ha dichiarato di avere chiesto l’assunzione per aiutare il nipote dopo un grave lutto familiare. Gli avvocati di entrambe le imputate hanno sempre negato accordi corruttivi, sottolineando che le chat acquisite in giudizio rappresentano rapporti di amicizia, mentre la Procura le interpreta come prove di rapporti illeciti.























