Naufragio di migranti al largo di Lampedusa. Disperso un bambino di due anni, scivolato dalle braccia della madre. Altri sbarchi nel frattempo.
Una barca di ferro di 9 metri, carica di migranti, è naufragata al largo di Lampedusa. E’ colata a picco imbarcando acqua e inabissandosi. La Guardia costiera ha recuperato 64 persone, tra cui 14 donne e 10 minori. Un bambino di due anni della Sierra Leone è disperso. Sarebbe scivolato dalle braccia di sua madre. Così ha raccontato lei. All’appello manca soltanto lui. Sono partiti da Sfax in Tunisia, intorno alle 23 di venerdì scorso. Il naufragio nel tardo pomeriggio di sabato. Oltre che dalla Sierra Leone, hanno viaggiato da Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio e Guinea. Alcuni hanno riferito che hanno pagato il biglietto 300 euro. A Lampedusa, ai 64 superstiti del naufragio, si sommano altri 228 migranti in viaggio su sette barche, soccorse nelle ultime ore dalle motovedette della Guardia costiera e di Finanza. E che hanno supportato anche la nave umanitaria Ong “Safira 2”, che ha salvato 40 persone, fra cui 4 donne e 1 minore, originarie di Eritrea, Etiopia, Guinea, Somalia e Sudan, su un gommone alla deriva. Tutti hanno affrontato il mare partendo dalla Libia. A terra, a Lampedusa, pochi sono stati condotti nel Poliambulatorio, e poi nel Centro d’accoglienza, in attesa dei trasferimenti organizzati dalla Prefettura di Agrigento. Le condizioni meteo avverse dei primi due mesi del 2026, tra gennaio e febbraio, hanno ridotto i flussi di migranti clandestini. La rotta del Mediterraneo centrale, la più trafficata e pericolosa, è stata attraversata da circa 3.300 viaggiatori, ovvero – secondo dati Frontex – il 50% in meno degli attraversamenti irregolari a gennaio e febbraio del 2025.























