Tutela dell’ambiente, educazione alla sostenibilità, nuovi stili di vita, attenzione alla filiera agroalimentare, valorizzazione della ricerca scientifica, esperienze e buone pratiche italiane e internazionali. Sono solo alcuni dei temi che sono stati al centro del convegno internazionale “Ecosistemi Viventi. Clima, Ecologia, Cibo e Benessere”, che si è concluso nella Sala Zeus del Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo” di Agrigento.
L’iniziativa, articolata in due sessioni di lavoro, ha riunito accademici e professionisti, italiani e stranieri, per un confronto interdisciplinare sulle sfide ambientali contemporanee. E lo ha fatto davanti a un pubblico numeroso composto in gran parte da studenti.
Il convegno è stato promosso dall’Accademia di Studi Mediterranei di Agrigento e dall’Università degli Studi di Palermo, in collaborazione con il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi e con gli assessorati regionali dei Beni culturali e dell’Identità siciliana e dell’Istruzione e Formazione professionale.
«Sono state giornate di grande approfondimento – ha spiegato l’ingegnere Santino Lo Presti, vicepresidente dell’Accademia – con interventi che hanno offerto approcci innovativi alle questioni ambientali. È emersa con forza la necessità di tutelare il territorio non solo con politiche di salvaguardia di suolo, mare e aria, ma anche attraverso l’educazione, nuovi stili di vita e il contributo della ricerca scientifica».
Il simposio, curato da Lo Presti insieme al professor Dario Russo dell’Università di Palermo, rappresenta una delle ultime iniziative volute dalla fondatrice dell’Accademia di Studi Mediterranei, la professoressa Assuntina Gallo Afflitto, scomparsa lo scorso ottobre. L’attività dell’Istituto di Alta cultura prosegue oggi grazie al lavoro del Comitato tecnico-scientifico che ne sta portando avanti i progetti con tenacia.
Apprezzati gli interventi dei relatori provenienti da diverse università italiane – tra cui il Politecnico di Milano, l’Università di Palermo e l’Università di Napoli Federico II – e straniere, come la Ritsumeikan University di Kyoto e la Kaunas University of Technology in Lituania. Nelle loro relazioni gli studiosi hanno sottolineato la necessità di sviluppare nuove strategie nel segno di una sostenibilità autentica, capace di coniugare tutela ambientale e opportunità economiche, al contempo ripensando modelli e soluzioni di fronte alle sfide emergenti.
Tra i temi affrontati anche il ruolo del design nei processi di trasformazione sociale e ambientale: «una disciplina – ha ribadito Dario Russo- chiamata oggi a incidere non solo sugli oggetti, ma anche sui processi, sulle relazioni e sui modelli di valore che orientano le società contemporanee».
Il convegno ha dedicato attenzione specifica anche alle problematiche del territorio. L’architetto Fausto Giambra, rappresentante delle cooperative sociali EcoPromotion di Patti (Messina) e AssoIdea di Palermo, ha richiamato i rischi di una persistente «gestione cieca del territorio», evidente nelle conseguenze della cementificazione che in più casi ha interessato le aree costiere.
Ha parlato di questo argomento, in margine al simposio, anche il prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo – intervenuto con altre autorità per i saluti istituzionali. Rimarcando le problematiche presenti nel territorio agrigentino in particolare «fenomeni quali l’abusivismo edilizio, l’erosione delle coste, il deposito incontrollato di rifiuti, l’inquinamento», ha riconosciuto l’importanza di eventi come questo organizzato dall’Accademia di Studi Mediterranei nel favorire la consapevolezza di queste urgenze: «Mi fa piacere che oggi i giovani, gli studenti, siano stati presenti» ha detto. Concludendo «A cominciare da loro, e con loro, possiamo continuare a riflettere con attenzioni su queste tematiche di estrema attualità e fondamentale importanza per tutte le generazioni».


































