L’inchiesta ruotante intorno ai clan di Agrigento Villaseta e di Porto Empedocle. Udienza preliminare: 16 imputati hanno scelto il rito abbreviato. Un patteggiamento.
La Procura di Palermo ha depositato istanza di rinvio a giudizio a carico di 17 presunti affiliati ai clan di Agrigento Villaseta e di Porto Empedocle, destinatari di misure cautelari il 10 luglio del 2025. A vario titolo si contestano, con l’aggravante associativa, i reati di traffico e spaccio di droga, estorsioni, danneggiamenti e intimidazioni anche a colpi d’arma da fuoco, nel dettaglio un fucile mitragliatore, tra Agrigento e Porto Empedocle, tra un panificio – gastronomia e un frutta e verdura. Ebbene adesso in occasione della prima udienza preliminare innanzi al giudice Nicoletta Frasca, 16 imputati hanno scelto di essere giudicati in abbreviato. Un altro, Danilo Barbaro, 40 anni, di Agrigento, ha proposto il patteggiamento della condanna. I 16 in abbreviato sono:
James Burgio, 33 anni, di Porto Empedocle
Pietro Capraro, 40 anni, di Agrigento
Salvatore Carlino, 35 anni, di Canicattì
Antonino Crapa, 54 anni, di Favara
Stefano Fragapane, 33 anni, di Agrigento
Vincenzo Iacono, 48 anni, di Agrigento
Gaetano Licata, 42 anni, di Agrigento
Salvatore Lombardo, 37 anni, di Agrigento
Agostino Marrali, 29 anni, di Porto Empedocle
Salvatore Prestia, 45 anni, di Porto Empedocle (cognato del boss Gerlandino Messina)
Simone Sciortino, 23 anni, di Agrigento
Calogero Segretario, 30 anni, di Agrigento
Cristian Terrana, 32 anni, di Agrigento
Alessandro Calogero Trupia, 36 anni, di Agrigento
Andrea Sottile, 27 anni, di Agrigento
Antonio Guida, 19 anni, di Agrigento.
Al vertice vi sarebbero stati gli empedoclini James Burgio e Salvatore Prestia e i villasetani Pietro Capraro e Gaetano Licata.
Il prossimo 15 aprile la requisitoria del pubblico ministero.






















