La Corte d’Appello di Palermo ha già confermato la condanna, e l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento ha adesso disposto il pagamento di poco meno di mezzo milione di euro alla famiglia di un uomo morto nel 2014 dopo che l’insorgenza di un infarto è stata diagnostica come acidità di stomaco, con successive dimissioni dal pronto soccorso dell’ospedale di Ribera e il decesso. Già nel 2021 il Tribunale di Sciacca ha riconosciuto la condotta omissiva dei medici. Poi lo scorso ottobre la Corte d’Appello ha confermato definitivamente la condanna, sancendo che la morte è stata una conseguenza diretta dell’omissione di cure adeguate al pronto soccorso.























