La Procura Europea indaga su una presunta truffa sui fondi dell’Unione Europea che coinvolge 23 tra docenti, ricercatori e imprenditori, con al centro il professor Vincenzo Arizza, direttore del dipartimento Stebicef dell’Università di Palermo, e Antonio Fabrizio, imprenditore di Canicattì e titolare di alcune associazioni. L’inchiesta ipotizza reati come truffa aggravata, corruzione, falso e turbativa nelle procedure di affidamento, per un sistema che avrebbe consentito di gonfiare i finanziamenti europei. Nei progetti Bythos e Smiling sarebbero stati infatti dichiarati costi per ricerche e materiali mai sostenuti, utilizzando spese riferite ad altri progetti o simulando attività e acquisti mai effettuati, anche attraverso la complicità di alcune imprese. In alcuni casi, materiali già acquistati sarebbero stati “riciclati” documentalmente imputandoli a nuovi progetti, mentre prestazioni mai svolte sono state comunque rendicontate. Sarebbe stato praticato inoltre un presunto accordo tra Arizza e Fabrizio per favorire l’assegnazione di incarichi e servizi, attuando così un meccanismo illecito finalizzato ad aumentare i fondi percepiti dall’Unione Europea.























