Come già pubblicato, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Filippo Serio, ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura di Palermo affinchè fossero arrestati ai domiciliari Salvatore Vetro, 38 anni, fratello dell’imprenditore di Favara pregiudicato per mafia, Carmelo Vetro, già arrestato il 10 marzo scorso per corruzione aggravata. E Antonio Lombardo, 47 anni, cognato di Carmelo Vetro. Il giudice Serio ha invece disposto gli arresti domiciliari per il funzionario regionale Francesco Mangiapane. E all’imprenditore messinese Giovanni Aveni ha imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e l’interdizione dallo svolgimento di attività di impresa per un anno. Ebbene, il giudice Serio ha imposto una misura meno afflittiva ad Aveni in ragione del suo atteggiamento collaborativo. Infatti ha reso dichiarazioni “che – scrive il giudice – assumono valore sostanzialmente confessorio”. Nel corso dell’interrogatorio preventivo Aveni ha ammesso di avere consegnato 10.000 euro ciascuno in contanti a Mangiapane e al dirigente dell’assessorato regionale alle infrastrutture Giancarlo Teresi, anche lui arrestato il 10 marzo. Il giudice aggiunge: “Aveni ha spiegato di avere pagato poco dopo l’inizio dei lavori a fronte di esplicite richieste formulate da due pubblici funzionari. Ha pagato per non avere problemi nel corso dei lavori appena avviati”.





















