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“Frana Niscemi”, la cronaca di una morte annunciata

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Severa disamina del procuratore di Gela Salvatore Vella sulla frana di Niscemi: “Dall’epoca del primo crollo, nel 1997, nessuno ha mosso un dito”.

A Niscemi, teatro della disastrosa frana del gennaio scorso, nessuno ha mosso un dito dal 1997, all’epoca della prima frana. Non solo non si è intervenuti come ha indicato finanche la Protezione civile nazionale, rilevando rischi elevatissimi di dissesto, ma non si è stati accorti nemmeno ad evitare di costruire ancora e a spostare i residenti dalla zona. Anzi il contrario: si è costruito e nessun trasferimento.

Salvatore Vella
Così è secondo il procuratore della Repubblica di Gela, Salvatore Vella, che coordina l’inchiesta su quanto accaduto. In provincia di Caltanissetta è dunque “cronaca di una morte annunciata”. La maledizione si perpetua, come scrive Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel romanzo “Il Gattopardo”: “In Sicilia non importa far male o far bene: il peccato che noi Siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di fare. Il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare, sia pure per portar loro i più bei regali”. Il procuratore Vella ha l’elenco delle opere preventivate come urgenti e necessarie dopo la frana del 1997, finanziate con 12 miliardi di lire, poi 12 milioni di euro, e che non sono state compiute, nonostante un finanziamento regionale che ancora oggi è disponibile. Allo stesso modo non sono stati attuati gli interventi ordinari di ripristino sicurezza e di raccolta delle acque piovane e fognarie dell’abitato di Niscemi, che è tuttora carente e che probabilmente è una delle concause della frana. Nella fascia rossa, quella maggiormente a rischio, già tracciata dopo la frana del ’97, non avrebbero dovuto più esserci abitazioni, non solo spostando le persone ma eliminando gli immobili. Anche ciò non è stato compiuto. Le opere sollecitate da un’apposita commissione della Protezione civile nazionale, che accertò profili di rischio elevatissimi per il territorio, sono ancora sulla carta, il castello di carta, adesso irrimediabilmente crollato. Il procuratore Vella ribadisce: “Nessun indagato al momento. Ma non mancheranno”.

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Angelo Ruoppolo
Giornalista professionista, di Agrigento. Nel febbraio 1999 l’esordio televisivo con Teleacras. Dal 24 aprile 2012 è direttore responsabile del Tg dell’emittente agrigentina. Numerose le finestre radio – televisive nazionali in cui Angelo Ruoppolo è stato ospite. Solo per citarne alcune: Trio Medusa su Radio DeeJay, La vita in diretta su Rai 1, Rai 3 per Blob Best, Rai 1 con Tutti pazzi per la tele, Barbareschi shock su La 7, Rai Radio 2 con Le colonne d’Ercole, con Radio DeeJay per Ciao Belli, su Rai 3 con Mi manda Rai 3, con Rai 2 in Coast to coast, con Rai 2 in Gli sbandati, ancora con Rai 2 in Viaggio nell'Italia del Giro, con Striscia la notizia su Canale 5, con Radio 105 nello Zoo di Radio 105 e Rebus su Rai 3. Più volte è stato presente e citato nelle home page dei siti di Repubblica e di Live Sicilia. Il sosia di Ruoppolo, Angelo Joppolo, alias Alessandro Pappacoda, è stato il protagonista della fortunata e gettonata rubrica “Camera Zhen”, regia di Giovanni Serio, in onda su Teleacras, e del film natalizio “Gratta e scappa”, con una “prima” affollatissima al Cine Astor di Agrigento. I suoi video su youtube contano, al 6 ottobre 2024, 30.317.320 visualizzazioni complessive. Gli sono stati assegnati diversi premi tra cui: "Sipario d'Oro", "Alessio Di Giovanni", "Mimosa d'Oro", "Pippo Montalbano". Indirizzo mail: angeloruoppolo@virgilio.it