Nell’Angolo della poesia di oggi la Professoressa Irene Catarella recita la sua poesia inedita dal titolo #Pasquadiluce per augurare a tutti una Buona Pasqua di rinascita e speranza. E’ nel Videogiornale di Teleacras in onda oggi, alle ore 14:05, sulla pagina Facebook di Teleacras e sul sito di Teleacras.it (clicca su Tv in diretta), con pubblicazione video sulle pagine Youtube e Facebook di Teleacras.
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Ruoppolo Teleacras – “Corruzione alla Regione”: aggravanti di mafia e mafiosità
Anche il Riesame non riconosce l’aggravante di mafia a carico di Carmelo Vetro e Giancarlo Teresi: “Un uomo d’onore”, secondo l’ex boss Bisconti. Il servizio di Angelo Ruoppolo.
La Procura di Palermo ha presentato ricorso in Appello contro la decisione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale che non ha riconosciuto l’aggravante mafiosa per il dirigente della Regione Siciliana Giancarlo Teresi e per l’imprenditore di Favara Carmelo Vetro, già condannato per mafia, arrestati il 10 marzo. La Procura ha contestato ad entrambi la corruzione aggravata dall’aver agevolato Cosa nostra, ma il giudice per le indagini preliminari, Filippo Serio, pur disponendo la custodia cautelare in carcere, ha ritenuto che non fossero stati dimostrati collegamenti e benefici diretti con l’associazione mafiosa. Teresi avrebbe intascato tangenti da Vetro in cambio di favori nell’aggiudicazione di lavori pubblici. Ebbene adesso anche il Tribunale del Riesame, presieduto dal giudice Antonia Pappalardo, ha rigettato il ricorso della Procura palermitana, non riconoscendo l’aggravante mafiosa a carico di Vetro, difeso dagli avvocati Samantha Borsellino e Giuseppe Barba, e di Teresi, difeso dagli avvocati Antonino e Giuseppe Reina. Le motivazioni saranno depositate entro 45 giorni. Al momento gli appalti intorno a cui ruota l’inchiesta sfociata negli arresti di Carmelo Vetro e Giancarlo Teresi sono quattro: il dragaggio del porticciolo di Marinella di Selinunte, la sistemazione delle spiagge di Scicli, Donnalucata e Terrasini. Nel frattempo il collaboratore della giustizia Filippo Bisconti, già capo della famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno, ha dichiarato a verbale depositato al Riesame: “Giancarlo Teresi è un uomo d’onore, combinato negli anni ‘80. Questa informazione la ricavo da quanto mi disse Giovanni Teresi (padre di Giancarlo), che parlava molto con me e mi disse che il figlio aveva “gli occhi aperti”, espressione che nel gergo mafioso significa capire tutto di Cosa nostra e dunque essere affiliati. Il padre di Teresi era sotto capo ai tempi di Stefano Bontade, poi capo decina ai tempi di Pietro Aglieri. Giancarlo Teresi conosce bene tutti i mafiosi dell’epoca come Gaetano Grado, Salvatore Contorno, gli Adelfio, i Pullarà. Mio fratello era sposato con la sorella di Giancarlo Teresi nonché mia suocera era la sorella della mamma di Teresi. Ci siamo frequentati da ragazzini con Giancarlo, poi abbiamo smesso quando ha iniziato a lavorare come tecnico della Regione. Lui non ha mai partecipato a riunioni specifiche della famiglia di Santa Maria di Gesù ma so che era conosciuto da tutti gli altri mafiosi di quel periodo”.
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Teleacras – Migranti, 10 bare a Porto Empedocle
di Angelo Ruoppolo
La macabra cornice è la stessa, il mare Mediterraneo, teatro di morti in mare e di trasporto di morti in mare: naufragi, dispersi, cadaveri recuperati, salme a Lampedusa, e poi in traghetto verso Porto Empedocle, meta ultima di un triste destino. Poi la sepoltura nei cimiteri agrigentini, offerti generosamente dai cittadini contribuenti rappresentati dal sindaco. I cimiteri come centri d’accoglienza per i migranti, ma morti. E’ stato così appena adesso: a Porto Empedocle sulla banchina Todaro sono state poggiate 10 bare di altrettante salme, vittime dell’ennesima sciagura in mare. Dallo stesso traghetto fuoriescono anche i sopravvissuti alla stessa tragedia, in bilico anche loro tra la vita e la morte, e per i quali la sorte non si è accanita. Intorno al tutto le autorità civili, militari, istituzionali. Al microfono il prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, avamposto del ministero dell’Interno… intervista prefetto Caccamo… Si è svolto il funerale, una cerimonia interreligiosa, in presenza anche di alcuni familiari delle vittime, e poi il viaggio verso l’ultima dimora, nei cimiteri di Palma di Montechiaro, Canicattì, Campobello di Licata e Grotte.
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Teleacras – A giudizio Amata, condannata Cannariato
Rinviata a giudizio l’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata. Condannata l’imprenditrice Marcella Cannariato. Entrambe sono imputate di corruzione. Il servizio di Angelo Ruoppolo.
Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Walter Turturici, ha rinviato a giudizio l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata. E, accogliendo quanto proposto dai pubblici ministeri, Felice De Benedittis e Andrea Fusco, ha inflitto 2 anni e 6 mesi di reclusione all’imprenditrice Marcella Cannariato, che ha scelto di essere giudicata in abbreviato. Sono imputate di corruzione in un filone d’indagine che ha coinvolto anche il presidente dell’Assemblea Regionale, Gaetano Galvagno. Amata avrebbe ricevuto da Cannariato, legale rappresentante della A&C Broker S.r.l, vantaggi consistenti nell’assunzione, da settembre 2023 a marzo 2024, del nipote Tommaso Paolucci e nel pagamento delle sue spese di alloggio, per poco più di 4.500 euro, in un Bed and breakfast a Palermo, in cambio di un decreto assessoriale che concedeva un finanziamento pubblico di 30.000 euro a una manifestazione promossa dalla fondazione Marisa Bellisario, rappresentata da Cannariato, ex moglie del titolare di “Sicily by car”, Tommaso Dragotto. Amata ha dichiarato di avere chiesto l’assunzione per aiutare il nipote dopo un grave lutto familiare. Gli avvocati difensori di entrambe le imputate hanno sempre negato accordi corruttivi, sottolineando che le chat acquisite in giudizio testimoniano rapporti di amicizia, mentre la Procura le interpreta come prove di rapporti illeciti. Prima udienza a processo per Elvira Amata il 7 settembre.
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