In area Sar Libica, due navi mercantili, che hanno lanciato delle zattere di salvataggio, e poi la Guardia costiera italiana hanno soccorso e tratto in salvo 32 migranti vittime di un naufragio. Recuperati anche due cadaveri. I dispersi sarebbero oltre una settantina, allorchè i superstiti, tra cui un minore non accompagnato, hanno raccontato di essere stati in 105 su un barcone in legno di circa 15 metri, partito durante la notte tra venerdì e sabato da Tajoura, in Libia, è che si è capovolto a causa delle condizioni meteo avverse nel Mediterraneo centrale. Il gruppo è stato in acqua parecchio tempo prima di essere intercettato e soccorso. La barca è poi affondata. Infatti non è stata trovata quando è giunta la Guardia costiera, dopo l’allarme lanciato da un aereo della marina francese, che si è accorto del barcone. L’Organizzazione mondiale delle migrazioni sottolinea: “Dopo questa tragedia sono almeno 725 i migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo centrale quest’anno, nonostante la diminuzione degli arrivi”. La ong tedesca Sea Watch, intervenuta sul posto con il velivolo Seabird 2, ricostruisce così: “Più di 70 persone sono scomparse in mare quando la loro barca si è capovolta. Solo 32 persone sono sopravvissute aggrappandosi ai rottami della loro barca finché una nave mercantile non li ha finalmente salvati. Quando siamo arrivati, ci siamo trovati di fronte una scena terrificante: 15 persone aggrappate allo scafo di una grande barca di legno, diverse persone in acqua e diversi cadaveri”.























