Il Tribunale del Riesame accoglie il ricorso della difesa: dissequestrati e restituiti a Salvatore Iacolino gli 87.790 euro trovati nella cassaforte di casa.
Il Tribunale del Riesame di Palermo, presieduto da Simona Di Maida, ha dissequestrato gli 87.790 euro in contanti sequestrati lo scorso 10 marzo nell’abitazione a Palermo del manager agrigentino della sanità Salvatore Iacolino, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione nell’ambito di una inchiesta già sfociata nell’arresto dell’imprenditore di Favara, Carmelo Vetro, e del dirigente alla Regione, Giancarlo Teresi. I giudici hanno condiviso le tesi dei difensori di Iacolino, gli avvocati Arnaldo Faro, Giuseppe Di Peri e Pietro Canzoneri, ovvero che parte del denaro sequestrato deriva da prelievi al bancomat risalenti al periodo in cui Iacolino è stato eurodeputato di Forza Italia, dal 2009 al 2014, come documentati da Faro, Di Peri e Canzoneri. E altra parte invece sono i regali di nozze alla figlia che si è sposata nel 2021. E sono stati prodotti i redditi della stessa figlia e del genero di Iacolino, per dimostrare che la coppia non avesse la necessità di utilizzare il denaro custodito nella cassaforte di famiglia, dove è stato trovato. Ciò ha testimoniato la tracciabilità e la provenienza lecita degli 87.790 euro.
