In tutta la Sicilia il comparto della pesca aderisce alla mobilitazione contro il caro carburante, già in corso anche in altri settori produttivi, con la sospensione volontaria delle attività e le imbarcazioni ferme nei porti senza blocchi o presidi. La Federazione armatori siciliani e l’Associazione pescatori marittimi professionali segnalano un’ampia adesione regionale e nazionale, a testimonianza della profonda crisi economica del settore dovuta all’aumento incontrollato dei costi del carburante, aggravato dalle tensioni internazionali. La protesta coinvolge anche le marinerie impegnate nella pesca del pesce spada, con molte unità che stanno progressivamente rientrando, mentre pochi operatori continuano a lavorare in condizioni giudicate economicamente insostenibili.






















