Rinviata a giudizio l’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata. Condannata l’imprenditrice Marcella Cannariato. Entrambe sono imputate di corruzione.
Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Walter Turturici, ha rinviato a giudizio l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata. E, accogliendo quanto proposto dai pubblici ministeri, Felice De Benedittis e Andrea Fusco, ha inflitto 2 anni e 6 mesi di reclusione all’imprenditrice Marcella Cannariato, che ha scelto di essere giudicata in abbreviato. Sono imputate di corruzione in un filone d’indagine che ha coinvolto anche il presidente dell’Assemblea Regionale, Gaetano Galvagno. Amata avrebbe ricevuto da Cannariato, legale rappresentante della A&C Broker S.r.l, vantaggi consistenti nell’assunzione, da settembre 2023 a marzo 2024, del nipote Tommaso Paolucci e nel pagamento delle sue spese di alloggio, per poco più di 4.500 euro, in un Bed and breakfast a Palermo, in cambio di un decreto assessoriale che concedeva un finanziamento pubblico di 30.000 euro a una manifestazione promossa dalla fondazione Marisa Bellisario, rappresentata da Cannariato, ex moglie del titolare di “Sicily by car”, Tommaso Dragotto. Amata ha dichiarato di avere chiesto l’assunzione per aiutare il nipote dopo un grave lutto familiare. Gli avvocati difensori di entrambe le imputate hanno sempre negato accordi corruttivi, sottolineando che le chat acquisite in giudizio testimoniano rapporti di amicizia, mentre la Procura le interpreta come prove di rapporti illeciti. Prima udienza a processo per Elvira Amata il 7 settembre.























