Anche il Riesame non riconosce l’aggravante di mafia a carico di Carmelo Vetro e Giancarlo Teresi: “Un uomo d’onore”, secondo l’ex boss Bisconti.
Carmelo Vetro La Procura di Palermo ha presentato ricorso in Appello contro la decisione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale che non ha riconosciuto l’aggravante mafiosa per il dirigente della Regione Siciliana Giancarlo Teresi e per l’imprenditore di Favara Carmelo Vetro, già condannato per mafia, arrestati il 10 marzo. La Procura ha contestato ad entrambi la corruzione aggravata dall’aver agevolato Cosa nostra, ma il giudice per le indagini preliminari, Filippo Serio, pur disponendo la custodia cautelare in carcere, ha ritenuto che non fossero stati dimostrati collegamenti e benefici diretti con l’associazione mafiosa. Teresi avrebbe intascato tangenti da Vetro in cambio di favori nell’aggiudicazione di lavori pubblici. Ebbene adesso anche il Tribunale del Riesame, presieduto dal giudice Antonia Pappalardo, ha rigettato il ricorso della Procura palermitana, non riconoscendo l’aggravante mafiosa a carico di Vetro, difeso dagli avvocati Samantha Borsellino e Giuseppe Barba, e di Teresi, difeso dagli avvocati Antonino e Giuseppe Reina. Giancarlo TeresiLe motivazioni saranno depositate entro 45 giorni. Al momento gli appalti intorno a cui ruota l’inchiesta sfociata negli arresti di Carmelo Vetro e Giancarlo Teresi sono quattro: il dragaggio del porticciolo di Marinella di Selinunte, la sistemazione delle spiagge di Scicli, Donnalucata e Terrasini. Filippo BiscontiNel frattempo il collaboratore della giustizia Filippo Bisconti, già capo della famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno, ha dichiarato a verbale depositato al Riesame: “Giancarlo Teresi è un uomo d’onore, combinato negli anni ‘80. Questa informazione la ricavo da quanto mi disse Giovanni Teresi (padre di Giancarlo), che parlava molto con me e mi disse che il figlio aveva “gli occhi aperti”, espressione che nel gergo mafioso significa capire tutto di Cosa nostra e dunque essere affiliati. Il padre di Teresi era sotto capo ai tempi di Stefano Bontade, poi capo decina ai tempi di Pietro Aglieri. Giancarlo Teresi conosce bene tutti i mafiosi dell’epoca come Gaetano Grado, Salvatore Contorno, gli Adelfio, i Pullarà. Mio fratello era sposato con la sorella di Giancarlo Teresi nonché mia suocera era la sorella della mamma di Teresi. Ci siamo frequentati da ragazzini con Giancarlo, poi abbiamo smesso quando ha iniziato a lavorare come tecnico della Regione. Lui non ha mai partecipato a riunioni specifiche della famiglia di Santa Maria di Gesù ma so che era conosciuto da tutti gli altri mafiosi di quel periodo”.
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