Home Cronaca Archiviazione indagini mandanti esterni strage Borsellino: le precisazioni della Procura di Caltanissetta

Archiviazione indagini mandanti esterni strage Borsellino: le precisazioni della Procura di Caltanissetta

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Salvatore De Luca

Il Procuratore della Repubblica di Caltanissetta, Salvatore De Luca, ha diffuso un intervento di precisazioni nel merito della recente decisione della Cassazione sull’archiviazione di alcuni spunti di indagine relativi alla strage di via D’Amelio contro il giudice Borsellino. De Luca scrive:
“L’interesse mediatico suscitato dal dispositivo della sentenza della Corte di Cassazione, che in data 22 aprile 2026 ha dichiarato inammissibile il ricorso avanzato da questo Ufficio avverso il provvedimento del G.I.P. Graziella Luparello, con il quale si dispongono ulteriori indagini nell’ambito di un procedimento a carico di ignoti per la strage di via D’Amelio, rende opportuno fornire alcuni chiarimenti per assicurare una più completa informazione. È del tutto infondata l’affermazione secondo cui sarebbero state imposte nuove indagini sulla cosiddetta “pista nera” alla Procura di Caltanissetta, che non avrebbe voluto svolgere ulteriori accertamenti su tale filone. Questo Procuratore ha infatti escluso, dinanzi alla Commissione Antimafia, la rilevanza del solo filone relativo al concorso nella strage di Capaci attribuito a Stefano Delle Chiaie, fondato sulle dichiarazioni di Romeo Maria e su presunte dichiarazioni, giuridicamente inutilizzabili, rese da Lo Cicero Alberto nel corso di un colloquio investigativo, trasmettendo al predetto organo copia integrale degli atti ostensibili. Su tale filone si è già espresso in modo netto un altro G.I.P. dell’ufficio di Caltanissetta con decreto di archiviazione. La stessa G.I.P. Luparello, pur disponendo di tale provvedimento, non ha ordinato nuovi accertamenti su Delle Chiaie, se non per una residuale ipotesi di falso materiale risalente al 1992, relativa alla possibile sottoscrizione di una nota da parte di un magistrato in luogo di un altro, ipotesi che, secondo questo Ufficio, non sussiste perché frutto di un fraintendimento e già ritenuta irrilevante da altro giudice, senza alcuna incidenza sull’eventuale coinvolgimento di Delle Chiaie o sull’attendibilità delle dichiarazioni citate. Diversa è la questione della “pista nera” in senso generale: è già stato riferito alla Commissione Antimafia che sono in corso indagini su più filoni, tra cui proprio quello, come attestato anche nella richiesta di archiviazione relativa al procedimento sulle stragi del 1992 a carico di ignoti per il filone mafia-appalti, sottoscritta dai magistrati del gruppo di lavoro. Tali atti sono pubblici e anteriori alla decisione della Cassazione. La differenza tra i due filoni è che quello mafia-appalti, già riconosciuto da sentenze definitive, è stato oggetto di approfondite indagini da parte di questo Ufficio, che ha individuato elementi ritenuti concreti e rilevanti a sostegno del suo ruolo concausale nelle stragi, compatibile con il concorso di soggetti esterni a Cosa Nostra, tesi sostenuta anche nella requisitoria del processo sul cosiddetto depistaggio e accolta in appello. Pertanto, chi sostiene che questo Ufficio non voglia indagare sulla pista nera o non è adeguatamente informato o afferma il falso. Si resta in attesa delle motivazioni della Corte di Cassazione, evidenziando la complessità delle questioni giuridiche sollevate, tra cui la duplice competenza di due G.I.P. sul medesimo fatto riferito allo stesso indagato, la tutela del diritto di difesa e l’utilizzabilità degli accertamenti disposti oltre i termini delle indagini preliminari. L’Ufficio sottolinea inoltre che la mancata archiviazione del procedimento a carico di ignoti, iscritto nel 2017, può arrecare pregiudizio alle indagini, rendendo necessario aprire nuovi procedimenti per garantire la segretezza investigativa. Parte degli accertamenti richiesti risulta già eseguita nell’ambito di altri procedimenti, altra è divenuta impossibile, mentre ulteriori attività sono state comunque delegate, richiedendo anche la proroga dei termini. Si ribadisce infine l’impegno del gruppo di lavoro, che rivendica di aver svolto indagini mai realizzate in oltre trent’anni, offrendo elementi concreti su vicende complesse e controverse, e conferma la volontà di proseguire nell’azione investigativa con determinazione, qualunque sia il prezzo da pagare.”

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Angelo Ruoppolo
Giornalista professionista, di Agrigento. Nel febbraio 1999 l’esordio televisivo con Teleacras. Dal 24 aprile 2012 è direttore responsabile del Tg dell’emittente agrigentina. Numerose le finestre radio – televisive nazionali in cui Angelo Ruoppolo è stato ospite. Solo per citarne alcune: Trio Medusa su Radio DeeJay, La vita in diretta su Rai 1, Rai 3 per Blob Best, Rai 1 con Tutti pazzi per la tele, Barbareschi shock su La 7, Rai Radio 2 con Le colonne d’Ercole, con Radio DeeJay per Ciao Belli, su Rai 3 con Mi manda Rai 3, con Rai 2 in Coast to coast, con Rai 2 in Gli sbandati, ancora con Rai 2 in Viaggio nell'Italia del Giro, con Striscia la notizia su Canale 5, con Radio 105 nello Zoo di Radio 105 e Rebus su Rai 3. Più volte è stato presente e citato nelle home page dei siti di Repubblica e di Live Sicilia. Il sosia di Ruoppolo, Angelo Joppolo, alias Alessandro Pappacoda, è stato il protagonista della fortunata e gettonata rubrica “Camera Zhen”, regia di Giovanni Serio, in onda su Teleacras, e del film natalizio “Gratta e scappa”, con una “prima” affollatissima al Cine Astor di Agrigento. I suoi video su youtube contano, al 6 ottobre 2024, 30.317.320 visualizzazioni complessive. Gli sono stati assegnati diversi premi tra cui: "Sipario d'Oro", "Alessio Di Giovanni", "Mimosa d'Oro", "Pippo Montalbano". Indirizzo mail: angeloruoppolo@virgilio.it