La sintesi del dibattito sviluppato nella recente assemblea elettiva si traduce in richieste precise che Confesercenti rivolge ai candidati sindaci di Agrigento, come indicato in un documento a firma del presidente Vittorio Messina: richieste ancora più stringenti alla luce della condizione reale della città, che oggi fatica a essere attrattiva sia per i giovani sia per gli anziani, rischiando di restare sospesa, incapace di offrire opportunità ai primi e qualità della vita ai secondi. Per i giovani, Agrigento presenta limiti evidenti: scarsa offerta lavorativa qualificata, pochi spazi di aggregazione, carenza di servizi culturali e innovativi; da qui la necessità di creare un ecosistema favorevole all’imprenditorialità giovanile, sostenendo start-up, coworking e filiere legate al turismo, alla cultura e all’economia digitale, così da trattenere talenti e attrarre competenze, anche grazie alle opportunità del lavoro da remoto. Parallelamente, la città non è a misura di anziano: incidono le barriere architettoniche, le difficoltà di accesso ai servizi sanitari e sociali e una mobilità spesso inadeguata; si richiede quindi un piano organico per l’accessibilità universale, il rafforzamento dei servizi di prossimità e una rete di assistenza capace di garantire dignità e sicurezza alle fasce più fragili. In questo quadro, il rilancio del centro storico diventa il punto di equilibrio tra generazioni: recuperare immobili abbandonati, incentivare nuove residenzialità e favorire l’insediamento di attività commerciali e artigianali significa restituire vita a spazi oggi vuoti, trasformando il centro in un luogo vissuto, non in un museo. Allo stesso tempo è fondamentale ricucire il tessuto urbano, integrando le periferie attraverso servizi, trasporti efficienti e politiche di rigenerazione che riducano le disuguaglianze territoriali, perché una città frammentata è debole, mentre una città connessa è più equa e competitiva. In questo scenario, la valorizzazione delle straordinarie potenzialità turistiche rappresenta una leva decisiva: Agrigento non può limitarsi alla Valle dei Templi, pur essendo uno dei siti archeologici più importanti al mondo, ma deve costruire un’offerta integrata che metta in rete patrimonio storico, centro urbano, tradizioni, enogastronomia, paesaggio costiero ed esperienze culturali, investendo in accoglienza diffusa, migliorando la qualità dei servizi, puntando su eventi culturali di livello, destagionalizzando i flussi e rendendo la città accessibile e fruibile. Il turismo deve diventare un motore stabile di sviluppo, capace di generare lavoro e reddito e di rafforzare l’identità del territorio. In definitiva, Confesercenti chiede ai candidati sindaci una visione chiara: trasformare Agrigento in una città inclusiva, dinamica e attrattiva, capace di rispondere ai bisogni di tutte le generazioni e di valorizzare pienamente le proprie risorse; non bastano interventi episodici, ma serve, conclude Vittorio Messina, una strategia coerente e di lungo periodo che restituisca fiducia e prospettiva al territorio.























