Il candidato sindaco di Agrigento, Luigi Gentile, interviene nel dibattito pubblico prendendo spunto dalla riflessione dell’Arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano, e di don Mario Sorce.
“Ho letto con molta attenzione la loro nota – dichiara Gentile – e credo colga un sentimento reale, che anche ad Agrigento si avverte in questi giorni: quando la politica appare incerta e cambia troppo velocemente, è naturale che i cittadini si allontanino. Ma è proprio da qui che bisogna ripartire”.
Gentile sottolinea come il richiamo espresso dai due esponenti della comunità ecclesiale non debba essere interpretato in chiave polemica: “Non si tratta di contrapporsi o alimentare sfiducia, ma di riportare la politica alla sua misura più autentica, fatta di serietà, concretezza e sobrietà”.
Nel suo intervento, il candidato sindaco richiama modelli amministrativi esemplari: “Esperienze come quelle di Giorgio La Pira e Alberto Marvelli non rappresentano uno sguardo nostalgico al passato, ma un riferimento concreto a un modo di amministrare che i cittadini sanno riconoscere quando è autentico”.
Al centro della proposta politica di Gentile vi è il tema dell’affidabilità: “Non serve una politica perfetta, ma una politica credibile. Che dica le cose come stanno, che non cambi posizione ogni settimana e che si assuma fino in fondo la responsabilità delle scelte”.
Da qui la scelta della candidatura: “Ho deciso di impegnarmi con chiarezza, con una squadra definita e con l’obiettivo di costruire un’amministrazione stabile, capace di lavorare con continuità e senza distrazioni”.
Un passaggio decisivo riguarda il rapporto tra parole e azioni: “Alla fine non contano le dichiarazioni, ma come si amministra. Non si tratta di promettere di essere diversi, ma di esserlo nei fatti, ogni giorno, nelle decisioni e nei comportamenti”.
Infine, uno sguardo alla fase conclusiva della campagna elettorale: “Agrigento ha tutte le condizioni per tornare a fidarsi della propria amministrazione. Ma la fiducia nasce da un lavoro serio, costante e visibile. A venti giorni dal voto, il contributo più utile è abbassare i toni, chiarire le posizioni e offrire ai cittadini una scelta limpida. Poi spetterà a loro decidere. La priorità è rimettere al centro una politica che torni ad essere, semplicemente, servizio”.























