La delegazione agrigentina del Conalpa (Coordinamento nazionale alberi e paesaggio) ha trasformato il luogo dove fu ucciso il giudice Rosario Livatino nel “Parco Livatino”, simbolo di memoria e legalità, grazie alla concessione decennale dell’area da parte dell’Anas. Con l’aiuto dei volontari sono stati piantumati 1000 alberi per creare un “polmone verde” vivente nella memoria delle vittime della mafia. Il presidente regionale Domenico Bruno ha sottolineato che anche i volontari detenuti, autorizzati dall’ufficio esecuzione penale esterna di Agrigento, contribuiscono alla manutenzione, unendo servizio sociale e cura dell’ambiente. La socia Mimma Cammarata ha ricordato che la Costituzione tutela paesaggio e ambiente come elementi essenziali della qualità della vita, e ha affermato che il parco deve essere un luogo di memoria e di rinascita sociale e morale, riflettendo i valori che animarono il giudice Livatino.























