La presidente della Corte d’appello di Firenze Loredana Miccichè continuerà a esercitare le proprie funzioni. Il Tar del Lazio, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di sospensione cautelare della nomina avanzata nell’ambito del ricorso amministrativo pendente, non ha disposto alcuna misura interdittiva e ha rinviato la trattazione alla fase di merito. Per la magistrata agrigentina si tratta di un passaggio che, almeno per il momento, consolida la continuità alla guida di uno degli uffici giudiziari più rilevanti del Paese.
La vicenda trae origine dal ricorso presentato dal magistrato Paolo Micheli, tra i candidati non scelti dal Consiglio superiore della magistratura per l’incarico di presidente della Corte d’appello di Firenze. Micheli aveva impugnato davanti ai giudici amministrativi la delibera adottata dal Plenum del Csm contestando i criteri di valutazione utilizzati nella procedura comparativa che aveva portato alla designazione di Miccichè.
La magistrata agrigentina era stata valorizzata dal Csm per il percorso maturato negli uffici giudiziari, per gli incarichi ricoperti al ministero della Giustizia e per l’esperienza all’interno degli organismi di autogoverno della magistratura. Nel giudizio davanti al Tar, Miccichè si è costituita attraverso gli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia. I legali hanno chiesto il rigetto del ricorso principale contestando anche la sussistenza dei presupposti per un eventuale blocco cautelare della nomina e depositando inoltre un ricorso incidentale condizionato.
Il Tar non ha accolto la richiesta di sospensiva. La scelta del Csm rimane quindi efficace e Loredana Miccichè continuerà a guidare la Corte d’appello di Firenze fino alla futura definizione del giudizio nel merito. La decisione mantiene invariato, almeno in questa fase, l’assetto di vertice dell’ufficio giudiziario fiorentino e rappresenta il primo esito processuale della contestazione amministrativa avviata contro la nomina.























