Dopo gli anni alla guida del Genio civile di Agrigento, per Rino La Mendola si apre una nuova fase professionale. L’architetto lascia infatti l’incarico per assumere il ruolo di vicepresidente del Consiglio nazionale degli architetti, incarico ottenuto al termine delle elezioni che lo hanno visto risultare il primo degli eletti a livello nazionale.
Una scelta che segna il passaggio a un incarico di rilievo nazionale ma che, nel territorio agrigentino, lascia aperta la questione della continuità amministrativa in un settore considerato strategico per enti locali, professionisti e cittadini.
A intervenire sono gli architetti che, nel salutare La Mendola, tracciano un bilancio dell’attività svolta negli anni alla direzione del Genio civile di Agrigento e formulano un auspicio per il futuro. “Non possiamo fare a meno di registrare che nel periodo in cui il Genio civile è stato diretto dall’architetto La Mendola – affermano – l’ufficio è diventato un punto di riferimento per le amministrazioni della provincia e per i cittadini”.
Tra gli aspetti evidenziati viene richiamato il lavoro sulla semplificazione amministrativa, in particolare per gli interventi considerati poco rilevanti sotto il profilo sismico, per i quali non è più richiesta l’autorizzazione preventiva ma è sufficiente il deposito del progetto attraverso la piattaforma informatica regionale. Una misura che, secondo gli architetti, ha
Nel bilancio vengono ricordati anche gli interventi di pulizia e manutenzione dei corsi d’acqua eseguiti nel territorio provinciale per ridurre il rischio di esondazioni e alluvioni, oltre al supporto fornito al Libero Consorzio comunale per lavori sulle strade provinciali in regime di sussidiarietà.
Gli architetti richiamano inoltre gli interventi sugli immobili demaniali, tra cui quello che ha consentito a Sciacca la riapertura del teatro Samonà, restituendo alla comunità una delle opere di architettura contemporanea più rappresentative della provincia. Nel riepilogo rientrano anche le attività straordinarie effettuate nelle isole di Lampedusa e Linosa per il ripristino di infrastrutture portuali e collegamenti stradali danneggiati dal ciclone Harry.
Guardando al futuro, il messaggio dell’Ordine è rivolto a chi sarà chiamato a raccogliere il testimone. “Il nostro auspicio – concludono – è che il successore possa proseguire il percorso già avviato negli ultimi anni continuando a sostenere le amministrazioni locali, che spesso si trovano ad affrontare non soltanto difficoltà economiche ma anche una cronica carenza di personale tecnico negli uffici comunali”.























