Inevitabilmente anche la crisi idrica rientra nel dibattito elettorale precedente al ballottaggio di domenica e lunedì ad Agrigento per eleggere il nuovo sindaco. Dino Alonge punta su un approccio operativo e strutturale: propone un tavolo permanente tra Comune, Aica, tecnici e istituzioni, una mappatura delle perdite, interventi prioritari sulle condotte più danneggiate, un crono-programma pubblico dei lavori e il reperimento di fondi europei, nazionali e regionali per ammodernare una rete ritenuta obsoleta. Michele Sodano punta invece il dito contro le responsabilità di Aica, Siciliacque e del governo regionale, accusato di non aver prevenuto il conflitto gestionale che oggi grava sui cittadini. E quindi occorre un intervento immediato e coordinato delle istituzioni, una gestione fondata su competenza e trasparenza e nomine basate sul merito professionale.























