Forte preoccupazione e crescente indignazione per una crisi idrica che continua a colpire il territorio agrigentino nonostante le abbondanti precipitazioni registrate durante l’ultimo inverno. A esprimerle è il Cartello Sociale della provincia di Agrigento, che denuncia una situazione ritenuta ormai insostenibile per famiglie, attività commerciali, strutture turistiche e intere comunità costrette ancora a convivere con turnazioni, rubinetti a secco e lunghe attese per l’approvvigionamento tramite autobotti.
Secondo il Cartello Sociale, appare «paradossale e incomprensibile» che, a fronte di invasi pieni e di una disponibilità idrica teoricamente superiore rispetto agli ultimi anni, il servizio continui a presentare gravi criticità. Nel mirino finiscono le tensioni tra Aica e Siciliacque, sfociate nelle recenti diffide reciproche, considerate la dimostrazione delle persistenti carenze organizzative e infrastrutturali del sistema idrico provinciale.
«Non è più tollerabile assistere a un rimpallo di responsabilità mentre la popolazione vive una condizione di emergenza permanente», si legge nella nota. Per il Cartello l’acqua rappresenta un diritto essenziale e non può trasformarsi in terreno di scontro burocratico o politico.
L’organismo evidenzia inoltre come la crisi non sia soltanto una questione tecnica, ma anche sociale, sanitaria ed economica, con conseguenze particolarmente pesanti per le fasce più fragili della popolazione e per le imprese che devono affrontare costi aggiuntivi e continui disagi.
Il Cartello Sociale accoglie con favore la convocazione dell’incontro fissato per il 4 giugno dall’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni, tra Aica e Siciliacque, auspicando che il confronto possa contribuire a chiarire responsabilità, criticità e reali disponibilità idriche, superando contrapposizioni che stanno alimentando ulteriore sfiducia tra i cittadini.
«Serve un’assunzione di responsabilità chiara da parte di tutti i soggetti coinvolti, a partire dai sindaci che prendono l’acqua e non la pagano, e soprattutto occorrono decisioni immediate e operative», sottolinea il Cartello, ribadendo che i cittadini non possono essere lasciati soli né diventare le vittime permanenti di inefficienze, ritardi e contenziosi.
Per i firmatari del documento – don Mario Sorce, Alfonso Buscemi, Paolo Ottaviano e Gero Acquisto – il fatto che una provincia tornata a beneficiare di piogge significative continui a fare i conti con la scarsità d’acqua rappresenta un fallimento che chiama in causa tutte le istituzioni e richiede risposte immediate, serie e credibili.























