Al processo ai presunti clan di Agrigento Villaseta e di Porto Empedocle, Fabrizio Messina, ritenuto a capo della famiglia mafiosa di Porto Empedocle e per il quale sono stati proposti 20 anni di reclusione, ha reso dichiarazioni spontanee. E tra l’altro ha affermato: “Ho 4 figlie minori di età, belle come il sole. Per l’amore che nutro per loro, ed anche per l’esempio che desidero comunicare, ho voluto allontanarmi da un contesto che non è più attuale. Non mi appartiene più. Avevo 10 anni quando ho assistito mio malgrado alla morte di mio padre. Quella esperienza mi ha segnato la vita. La Procura non mi contesta nessuna estorsione, nessuna intimidazione, nessun delitto tipico dell’ associazione mafiosa. E d’altronde non posso rivestire il ruolo di capo di una associazione senza associati. La famiglia mafiosa di Porto Empedocle è stata decimata dagli arresti e dagli ergastoli. Di chi sarei stato capo? Desidero pagare l’ultimo mio conto con la giustizia e la legge, e godermi le mie figlie, vederle crescere. Ho sentito parlare della giustizia riparativa e voglio accedervi. Voglio seguire tutte le strade che mi portino ad emendare le mie colpe” – ha concluso Messina, difeso dall’avvocato Salvatore Pennica.




















