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Confermato il 41 bis per Giancarlo Buggea

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Giancarlo Buggea

La Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa. E ha confermato l’applicazione del regime carcerario del 41 bis al presunto boss di Canicattì Giancarlo Buggea.

La Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa. E ha confermato l’applicazione del regime carcerario del 41 bis al presunto boss di Canicattì Giancarlo Buggea, 55 anni, imprenditore agricolo, già fedelissimo dell’ex capo di Cosa Nostra agrigentina, l’ergastolano Giuseppe Falsone. La Cassazione ha ritenuto attuale la pericolosità sociale di Buggea, per il suo ruolo di vertice assunto nel mandamento di Canicattì, l’intatta capacità di controllo del territorio e di interagire con gli esponenti del clan ancora in libertà. Ha scalato i vertici fino ad assurgere a punto di riferimento di Matteo Messina Denaro nell’Agrigentino, partecipando a riunioni non solo con i vertici delle famiglie di Agrigento, ma anche con esponenti di altre famiglie mafiose siciliane e di Cosa nostra americana. Ad ospitare gli incontri è stata, nel suo studio professionale, l’ex avvocato canicattinese Angela Porcello, con cui Buggea ha intrattenuto una relazione sentimentale. Lo scorso febbraio sono state depositate le motivazioni per le quali la Corte d’Appello di Palermo, presieduta da Antonio Napoli, ha confermato la condanna a 20 anni di reclusione a carico di Giancarlo Buggea. Il procedimento riguarda lo stralcio abbreviato del processo “Xydi”, frutto dell’operazione dei Carabinieri del Ros che nel 2021 colpì il mandamento mafioso di Canicattì, riscontrando il ruolo ancora apicale del boss Giuseppe Falsone. In secondo grado sono state inflitte nove condanne e quattro assoluzioni. Nelle oltre 200 pagine di motivazioni, i giudici descrivono l’ascesa di Buggea da affiliato a promotore e organizzatore dell’articolazione mafiosa di Canicattì. Evidenziato il suo ruolo direttivo: organizzazione di incontri tra capi mafia, mediazione nei contrasti con la Stidda per mantenere la “pax mafiosa”, e sostegno a Falsone durante la detenzione e ai suoi familiari. La Corte sottolinea inoltre la sua fedeltà ultraventennale al boss, ritenendo mai interrotto il vincolo associativo, nonostante i periodi di carcere.

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Angelo Ruoppolo
Giornalista professionista, di Agrigento. Nel febbraio 1999 l’esordio televisivo con Teleacras. Dal 24 aprile 2012 è direttore responsabile del Tg dell’emittente agrigentina. Numerose le finestre radio – televisive nazionali in cui Angelo Ruoppolo è stato ospite. Solo per citarne alcune: Trio Medusa su Radio DeeJay, La vita in diretta su Rai 1, Rai 3 per Blob Best, Rai 1 con Tutti pazzi per la tele, Barbareschi shock su La 7, Rai Radio 2 con Le colonne d’Ercole, con Radio DeeJay per Ciao Belli, su Rai 3 con Mi manda Rai 3, con Rai 2 in Coast to coast, con Rai 2 in Gli sbandati, ancora con Rai 2 in Viaggio nell'Italia del Giro, con Striscia la notizia su Canale 5, con Radio 105 nello Zoo di Radio 105 e Rebus su Rai 3. Più volte è stato presente e citato nelle home page dei siti di Repubblica e di Live Sicilia. Il sosia di Ruoppolo, Angelo Joppolo, alias Alessandro Pappacoda, è stato il protagonista della fortunata e gettonata rubrica “Camera Zhen”, regia di Giovanni Serio, in onda su Teleacras, e del film natalizio “Gratta e scappa”, con una “prima” affollatissima al Cine Astor di Agrigento. I suoi video su youtube contano, al 6 ottobre 2024, 30.317.320 visualizzazioni complessive. Gli sono stati assegnati diversi premi tra cui: "Sipario d'Oro", "Alessio Di Giovanni", "Mimosa d'Oro", "Pippo Montalbano". Indirizzo mail: angeloruoppolo@virgilio.it