Ad Agrigento si sfasciano le strade impunemente. Si scava e poi non si asfalta. Oppure si lavora sui tombini e li si abbandona sollevati. Che poi, come appena accaduto tra via Imera e Quadrivio Spinasanta, un commerciante di 60 anni in bicicletta cada rovinosamente a terra e sia ricoverato in gravi condizioni per un trauma cranico – facciale tanto da dover essere trasferito a Palermo, non gliene frega niente a nessuno. Tanto non è un reato, quando invece lo è. Eppure, se fossero i normali cittadini a provocare rischi mortali sfasciando le strade, allora sarebbero perseguiti. Forti con i deboli. Altro esempio: dal Comune si impone un’ordinanza ai cittadini di rimozione delle sterpaglie nei loro terreni privati. Che poi una scala, utile e utilizzata, appena ammodernata con lavori e soldi pubblici, che collega via Picone a via Giovanni XXIII, sia già impraticabile perché coperta dalle sterpaglie, con i cittadini che rischiano di cadere e ferirsi gravemente, allora non si interviene. Perché l’ordinanza di rimozione delle sterpaglie la si impone ai cittadini, e non alle imprese della nettezza urbana. Forti con i deboli.























