Confermati i sequestri di telefoni e dispositivi informatici nell’ambito dell’inchiesta “Mosella” ad Agrigento. Restituiti 31.000 euro ad un indagato.
Il Tribunale del Riesame di Palermo ha confermato i sequestri disposti dalla Procura di Agrigento nell’ambito dell’inchiesta ruotante intorno all’appalto per la manutenzione straordinaria della strada della “Mosella”. Si tratta di telefoni e dispositivi informatici. Pertanto proseguiranno le attività di analisi investigative su quanto sequestrato agli indagati, con incarico affidato ai periti informatici forensi, i palermitani Rocco Alex Asciutto e Manolo Belmonte. Nel frattempo la Procura ha invece dissequestrato i 31.000 euro trovati dalla Squadra Mobile in casa del funzionario comunale Gaspare Triassi, 63 anni, architetto. Lui, difeso dall’avvocato Giuseppe Scozzari, ha spiegato che i soldi, in banconote da 50 e 100 euro, in buste sparse in diverse parti dell’abitazione, sono risparmi familiari. Nel provvedimento di dissequestro firmato dal procuratore Di Leo tra l’altro si sottolinea che Triassi non è indagato per reati che prevedono la confisca. E che il verbale di sequestro garantisce le esigenze probatorie. Non vi è quindi ragione di mantenere i soldi vincolati. L’indagine coinvolge una quindicina di persone tra funzionari comunali e imprenditori, inquisiti a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta, truffa e intestazione fittizia di beni. Secondo la Procura, sarebbero stati gonfiati i conteggi di alcune lavorazioni per oltre 400 mila euro al fine di ottenere pagamenti indebiti, mentre un tecnico avrebbe ritardato gli atti necessari all’esecuzione dell’opera per costringere l’impresa aggiudicataria ad affidare una consulenza da 100 mila euro al proprio cognato.























