Si sono svolti innanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Nicoletta Sciarratta, gli interrogatori preventivi di 27 indagati coinvolti in una maxi inchiesta antidroga della Procura di Agrigento. Il giudice adesso valuterà se accogliere o meno le proposte misure cautelari da parte della Procura. Tra gli indagati, alcuni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, altri hanno respinto le accuse. Altri ancora sono già stati destinatari di provvedimenti cautelari durante le indagini. I Carabinieri hanno indagato tra gennaio e maggio 2025. Hanno documentato centinaia di cessioni tra eroina, cocaina e crack, tra Agrigento, dove il business sarebbe stato gestito da immigrati, e poi Aragona, Canicattì, Santa Elisabetta e Favara. Le fonti di approvvigionamento sarebbero state anche a Palermo e Catania. La scintilla da cui è scoccato l’incendio investigativo è stata la denuncia di una madre, esasperata dai soprusi del figlio, caduto nella spirale della tossicodipendenza, pretenzioso continuamente di denaro per comprare la “roba”. I suoi spostamenti e i suoi “compari” sono stati la traccia seguita dai Carabinieri con pedinamenti, appostamenti, telecamere e intercettazioni. Sarebbero stati commessi anche dei furti per procurarsi denaro, ad esempio barattando ruberie nei supermercati.




















