La Procura di Agrigento, tramite il procuratore Giovanni Di Leo e il sostituto Annalisa Failla, ha proposto la custodia cautelare in carcere per tre imprenditori e un ingegnere, gli arresti domiciliari per una presunta prestanome e una misura interdittiva per un funzionario comunale nell’ambito dell’inchiesta sull’appalto da 3,2 milioni di euro per la manutenzione straordinaria della strada Mosella, collegamento tra le statali 115 e 640. Secondo i magistrati inquirenti, la gara sarebbe stata pilotata attraverso una società costituita ad hoc e intestata a prestanome per eludere i controlli antimafia. Contestati, a vario titolo, i reati di turbativa d’asta, trasferimento fraudolento di beni, truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione e induzione indebita. Il 14 luglio gli indagati saranno interrogati dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Giuseppe Miceli, che valuterà se applicare o meno le misure cautelari proposte dalla Procura a carico dei quattro che sono: gli imprenditori di Favara Antonino Milioti, 46 anni, e Dino Caramazza, 45 anni, poi l’ingegnere Salvatore Castaldo, 51 anni, di Agrigento, direttore dei lavori della Mosella, per i quali è stato proposto il carcere. E i domiciliari per Giovanna Palillo, 30 anni, dipendente dell’imprenditore Milioti e ritenuta prestanome a cui è stata intestata la “Andiva srl”, l’impresa che si è aggiudicata la gara d’appalto. E poi la misura interdittiva del divieto di rapportarsi con la Pubblica Amministrazione per il funzionario del Comune di Agrigento, Gaspare Triassi, 63 anni.























