Nell’ambito dell’inchiesta “Vetro più cinque” su presunti intrecci tra mafia, funzionari regionali e appalti pubblici, cinque imputati hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato: Carmelo Vetro, figlio dello storico boss di Favara Giuseppe Vetro, il dirigente regionale Giancarlo Teresi, il funzionario Francesco Mangiapane, Salvatore Vetro e Antonio Lombardo, che sono fratello e cognato di Carmelo Vetro. L’imprenditore Giovanni Aveni ha invece optato per il rito ordinario. Secondo l’accusa, Carmelo Vetro avrebbe ottenuto lavori pubblici attraverso il pagamento di tangenti a dirigenti regionali, con l’aggravante di aver favorito Cosa nostra. Al centro delle contestazioni vi sono appalti relativi ai porti di Marinella di Selinunte, Donnalucata, Scicli e Castelvetrano, per i quali sarebbero state versate mazzette in cambio di affidamenti e controlli omessi. A Carmelo Vetro è contestata anche la detenzione di armi. La prossima udienza è fissata per l’11 settembre con la requisitoria del pubblico ministero.





















